Sogni e Segni del MediterraneoSe questo week-end non sapere dove andare e che fare, potreste sempre visitare Lipari (Messina).
Al Castello di Lipari, dal 5 al 7 settembre, Tahar Ben Jelloun presenta una rassegna artistica come parte del progetto biennale Mare Eolie. Molti gli artisti e i giornalisti che stanno già affollando la cittadella, Patrimonio dell’Unesco dal 2000, in queste ore. L’obiettivo? Far fruttare i 2.430.000 euro messi a disposizione dall’Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione, entro il 18 settembre 2015, creando sull’Isola, l’occasione per «valorizzare le risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, trasformandole in vantaggio competitivo per aumentare l’attrattività, anche turistica, del territorio, migliorare la qualità della vita dei residenti e promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile», come recita il documento ufficiale del progetto, promosso e finanziato in parte dall’assessorato regionale ai Beni culturali.

Nel Teatro del Castello, ex carcere, Tahar Ben Jelloun ospiterà critici, giornalisti e artisti verso un dibattito sui molteplici significati dell’arte e sul rapporto tra arte e mercato, con intervento conclusivo dello storico e critico d’arte, Vittorio Sgarbi.
Le mostre, messe a segno da Cigno GG edizioni e Arte’m, si fanno contenitori d’arte, rendendo così le celle dell’ex carcere, luogo perfetto per la nascita di un connubio tra arte contemporanea e archeologica. Il 7, la rassegna si conclude con l’area del castello che verrà dedicata all’arte Contemporanea, con l’anteprima della mostra “Eolie 1950/2015. Mare motus”, curata da Leo Mattarella e Lorenzo Zichichi. Fotografie, sculture, video e quadri di nomi noti dell’arte contemporanea italiana e internazionale, come Igor Mitoraj, Fabrizio Plessi, Ernesto Lamagna, Teresa Emanuele, Matteo Basilé, Piero Pizzi Cannella, Maurizio Savini e Tahar Ben Jelloun; opere, che verranno presentate in versione integrale nella primavera del 2015.

La rassegna “Segni e Sogni del Mediterraneo” si va ad aggiungere al Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea. Situato dal Secondo Dopoguerra nella stessa rocca di formazione naturale che ospita la manifestazione, il museo, già cuore del parco archeologico delle Isole Eolie, offre, in bei 6 padiglioni e 40 sale, un percorso archeologico attraverso la storia degli insediamenti e delle civiltà che si sono succedute nell’Arcipelago nei secoli: da esempi di scultura a sarcofagi in pietra, fino all’Età Moderna con maschere teatrali e statue fittili; sezioni specifiche sono state dedicate all’archeologia marina e alla vulcanologia. Il museo rimarrà aperto durante la tre giorni d’arte, e in ogni caso è visitabile tutti i giorni dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

 

Autore | Enrica Bartalotta