01(Palermo, di Silvio D’Auria) – E’ un giorno triste per lo Sport, per l’Atletica Leggera in particolare. Il simbolo della competitività nella marcia femminile,  Annarita Sidoti, è morta dopo aver lottato contro un tumore al cervello. Era nata a Gioiosa Marea (Me), 45 anni fa.

Oggi il mondo dello Sport piange la scomparsa della campionessa mondiale ed europea di marcia, simbolo italiano dell’Atletica Leggera. E’ terminata all’alba la battaglia, durata cinque anni, di Annarita Sidoti per un cancro al cervello diagnosticatole nel 2009 e contro cui ha combattuto invano. L’atleta siciliana si è spenta dopo essere entrata in coma, lo si è appreso da un brevissimo comunicato del suo allenatore di sempre, Salvatorino Coletta.

Sposata e madre di tre figli, ha dedicato parte del suo tempo all’impegno politico e sociale. Assessore allo Sport nella sua città, è stata anche protagonista dietro la macchina da presa partecipando al film-denuncia “Le complici” – regia affidata ad  Emanuela Piovano – in cui ha interpretato la vita di una giovanissima prostituta. Ma la marciatrice messinese, prima della malattia, si era dedicata soprattutto  alle corse con un lunga serie di successi vincendo la medaglia d'oro ai “Mondiali di Atene” del 1997 nella 10 km di marcia e salendo sul podio di molte grandi competizioni sportive. Tra le più grandi dell’atletica italiana, campionessa europea a Spalato 1990, a soli 21 anni, ripeté l’impresa otto anni dopo a Budapest, nel 1988, quando aveva già vinto l’oro sulla pista di Atene. Ha totalizzato 47 presenze in azzurro, 3 partecipazioni olimpiche e 6 mondiali. Nella distanza dei 20km, riuscì a fermare il cronometro a 1h28:36.

Grazie alla sua esile statura era diventata emblema di coraggio e risoluta volontà, un vero e proprio esempio di sport (..e di vita) per gruppi di giovani atlete che frequentemente invitata nella sua casa sulle rive del tirreno. Lascia il marito Pietro e i figli Federico, Edoardo ed Alberto. (Sil.Dau)