Sono tre le piste che i carabinieri starebbero seguendo per le indagini sull'omicidio del tassista gelese Domenico Sequino, ucciso ieri sera con cinque colpi di pistola sparatigli nel sagrato della chiesa madre di Gela: mafia, debiti di gioco o vendetta passionale.

Sequino stava parlando con un amico, quando due killer, giunti in sella a un ciclomotore, lo hanno raggiunto sparandogli alle spalle. Soccorso da un'ambulanza, è deceduto poco dopo l'arrivo in ospedale. Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica, stanno ripercorrendo il passato dell'uomo, coinvolto come presunto affiliato ai "Rinzivillo" di "Cosa Nostra" in due operazioni antimafia, con condanna per patteggiamento nel 2008. Da allora, però, non avrebbe più fatto parlare di sé.

Ancora ignoti i due killer: i carabinieri hanno proceduto al sequestro delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubblica e privata della zona. È stata disposta l'autopsia sul cadavere di Sequino.