sedia06E si ! …”lu siggiaru “o “la siggiara” non erano gli artigiani che costruivano o aggiustavano le sedie come potrebbe sembrare ovvio visto che in siciliano le sedie si chiamano appunto “ li seggi”…
“Lu siggiaru/la siggiara” erano invece le persone che, in un ambiente adiacente alla chiesa, distribuivano, anzi affittavano le sedie ai fedeli durante le cerimonie religiose.
In molte chiese infatti non esistevano i banchi già predisposti come adesso, quindi chi non voleva assistere alle funzioni restando in piedi per tutto il tempo, poteva pendere una sedia pagando una piccolissima somma simbolica( ai tempi della mia infanzia ,cinque lire).
Ricordo, quando la Domenica si andava a Messa tutti insieme, che mamma si preparava le monetine e  ci incitava a far presto, altrimenti non avremmo trovato più sedie o saremmo stati costretti a fare una lunga coda “ nni la siggiara”(dalla custode delle sedie).
Tutto sommato però queste code erano una piacevole occasione per incontrare gli amici, scambiare qualche chiacchiera, chiedere, dare e ricevere notizie.
Spesso qualcuno pagava le sedie ad amici o conoscenti, facendo mille complimenti, un po’ come quando nella nostra bella Sicilia,  si offre il caffè al bar … altre volte la ”zza Vicenza la siggiara” ci comunicava laconicamente: ”pagatu” e ci indicava la persona che, senza dirci niente, aveva voluto farci una cortesia…
Le sedie erano quadrate, pesanti, con il sedile di paglia e venivano appunto chiamate:”seggi di chiesa”.
Generalmente le sedie le prendevano donne e bambini,  che le portavano nella chiesa disponendole ordinatamente in due file,  mentre gli uomini assistevano alla Messa  stando in piedi, in fondo alla chiesa.
Noi avevamo l’abitudine di metterci sempre nella stessa zona: a destra , accanto all’altare con la statua della Sacra Famiglia.
Nel mio paese d’origine, almeno per quando ne ricordo io, la famiglia dei “siggiari" si tramandava l’ incarico da parecchi anni.