Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

La sera del 1° aprile 2026, alle 00:35 ora italiana, quattro astronauti hanno lasciato la Terra a bordo della capsula Orion, diretti verso la Luna per la prima volta in 53 anni. Nessuno di loro è siciliano. Ma il siciliano che aspetta il proprio turno ha un nome preciso: Luca Parmitano, nato a Paternò il 27 settembre 1976, cresciuto a Catania, laureato a Napoli, e oggi uno dei due astronauti europei candidati a mettere il piede sul suolo lunare entro il 2031.

Quella di ieri sera non è la sua missione. Ma potrebbe essere la missione che apre la porta alla sua.

Da Paternò alle stelle: una storia siciliana

Paternò è una città ai piedi dell’Etna, 48.000 abitanti, una storia millenaria che parte dai Normanni e arriva fino al castello svevo che domina il centro storico. Non è un posto da cui ti aspetti che parta un astronauta. Eppure è lì che Luca Salvo Parmitano ha trascorso la sua infanzia, prima di spostarsi a Catania per il liceo scientifico “Galileo Galilei”, dove ha preso la maturità nel 1995.

La passione per lo spazio, racconta lui stesso, viene da lontano — e da molto vicino alla sensibilità di chi è cresciuto in Sicilia negli anni Ottanta. “Sono della generazione Gundam, Goldrake”, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando come i cartoni animati giapponesi degli anni Ottanta fossero stati la porta d’ingresso verso la fantascienza seria, verso Asimov, verso la scienza vera. Una traiettoria che molti ragazzi siciliani di quella generazione riconoscono come propria.

Il quarto anno di liceo lo trascorre in California grazie a una borsa di studio Intercultura. Poi Napoli, l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, il Texas per l’addestramento NATO con la U.S. Air Force, la Francia per il master in ingegneria del volo sperimentale. Ogni tappa è un allontanamento da Paternò e da Catania, ma il legame con la Sicilia non si scioglie. Cresciuto nella sua città natale, porta con sé la Sicilia come parte integrante della sua identità, spesso ricordandola nei racconti e nei momenti più emozionanti della vita in orbita.

Durante la sua prima missione sulla ISS, nel 2013, Parmitano scattò fotografie della Sicilia vista dallo spazio e si fece fotografare con la maglia del Catania Calcio — con il suo cognome stampato sul dorso. Non era una trovata comunicativa. Era il modo in cui un catanese di adozione diceva a casa: sono ancora qui.

Luca Parmitano
Luca Parmitano

I record di un astronauta fuori dal comune

Prima di parlare della Luna, vale la pena misurare quello che Parmitano ha già fatto — perché la lista è più lunga di quanto la maggior parte degli italiani sappia.

Nel luglio 2013 diventa il primo italiano a effettuare un’attività extraveicolare: una “passeggiata spaziale” fuori dalla ISS durata oltre sei ore. Non è routine: uscire dal modulo significa esporsi alle radiazioni cosmiche, al vuoto, alle temperature estreme tra sole e ombra. Quella stessa passeggiata rischia di finire tragicamente pochi giorni dopo, durante la seconda uscita: un guasto allo scafandro riempie il casco di acqua — circa un litro e mezzo — mentre Parmitano si trova all’esterno della stazione. Perde la vista, non riesce a comunicare. Riesce a rientrare seguendo il cavo di sicurezza a memoria. “Microfono e cuffie sono andate fuori uso, non vedevo più, ero al buio e anche respirare non era facile.” Quella situazione portò a una revisione globale delle procedure ESA per le attività extraveicolari.

Nel 2019 torna nello spazio con la missione Beyond: 201 giorni a bordo della ISS, diventando il primo italiano — e il terzo europeo — a comandare la Stazione Spaziale Internazionale durante l’Expedition 61. Guida un equipaggio internazionale, coordina oltre 200 esperimenti, e conduce quattro passeggiate spaziali aggiuntive per riparare lo Spettrometro Magnetico Alfa, uno strumento per la ricerca sulla materia oscura. In totale, Parmitano ha totalizzato 33 ore e 9 minuti di attività extraveicolare in carriera.

Nel 2022 la Regione Siciliana gli conferisce la Medaglia d’oro al valor civile, con una motivazione che cita esplicitamente la foto della Sicilia dallo spazio come simbolo del suo legame con la terra d’origine. Un asteroide porta il suo nome: il 37627 Lucaparmitano, catalogato dall’Unione Astronomica Internazionale.

Cosa c’entra Artemis II con Parmitano

La missione Artemis II decollata ieri sera non ha astronauti europei a bordo. I quattro membri dell’equipaggio sono tre americani NASA — Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (pilota) e Christina Koch (specialista) — e il canadese Jeremy Hansen. Il loro compito è testare la capsula Orion in un flyby circumlunare di circa dieci giorni: verificare navigazione, supporto vitale, propulsione, sistemi di comunicazione in condizioni reali di volo profondo. Se tutto funziona, si apre la strada verso l’allunaggio.

Gli astronauti della missione Artemis II

L’Europa però è già a bordo in un senso preciso: il Modulo di Servizio Europeo che fornisce propulsione ed energia alla capsula Orion è stato prodotto da Airbus per conto dell’ESA, con componenti italiani di Thales Alenia Space e Leonardo. È il motore che ha spinto Orion fuori dall’orbita terrestre nella notte tra il 1° e il 2 aprile.

Il percorso verso la Luna si articola in più missioni. Artemis III (2027) testerà le manovre di attracco con il lander lunare Starship in orbita bassa. Artemis IV (2028) porterà il primo equipaggio ad atterrare davvero sul suolo lunare, al polo sud, per la prima volta dall’Apollo 17. Sono missioni a guida NASA, con equipaggi prevalentemente americani.

Gli astronauti europei arriveranno con Artemis V e le missioni successive, attraverso il Lunar Gateway — la stazione orbitale lunare rifinanziata dal governo americano con 2,6 miliardi di dollari inclusi nel One Big Beautiful Bill Act del luglio 2025. È lì che Parmitano punta.

Il posto dell’italiano sulla Luna: confermato ma non ancora assegnato

Al termine della Conferenza Ministeriale ESA di Brema, nel novembre 2025, il direttore generale Josef Aschbacher ha confermato che Italia, Francia e Germania saranno i tre Paesi europei con un astronauta nelle missioni di allunaggio del programma Artemis. L’Italia contribuisce al programma con 3,5 miliardi di euro per il triennio 2026-2028.

Il nome dell’astronauta italiano non è ancora stato annunciato ufficialmente. I due candidati più accreditati sono Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti — entrambi della “classe 2009” dell’ESA, entrambi già al comando della ISS. La scelta dipenderà da valutazioni tecniche, mediche e operative legate alle missioni specifiche. La finestra temporale indicata è tra il 2029 e il 2031.

Un accordo bilaterale firmato tra il ministro Adolfo Urso e la NASA a Washington nei giorni precedenti al lancio di Artemis II ha inoltre confermato che l’Italia guiderà la progettazione del Multi-Purpose Habitat (MPH), il modulo abitativo destinato alla superficie lunare. La “casa” degli astronauti sulla Luna, in altre parole, parlerà italiano — e chi ci abiterà potrebbe essere un figlio di Paternò.