images299-300x200Per evitare le ferite laceranti e dolorose del passato, per evitare che si ripetano, e’ giusto avere la massima attenzione e mettere in atto tutte le misure possibili per proteggere l’ex collega. E dico questo indipendentemente dalle valutazioni su cio’ che e’ uscito e come e’ uscito. Anche perche’ se queste informazioni non escono pubblicamente, possono trapelare per altre vie ed essere ancora piu’ pericolose“. Lo afferma il presidente del Senato, Pietro Grasso, in un’intervista al quotidiano “La Repubblica”, in merito alle minacce rivolte da Toto’ Riina al pm Di Matteo. “Per me Riina e’ un perdente – sottolinea Grasso -. Credo che lo sia anche agli occhi dei suoi, perche’ la sua strategia e’ fallita. E poi io ho ancora qui (sul gozzo, ndr) la storia del ‘Capo dei capi’. Di quel ragazzino di 17 anni, capo di una piccola banda a Milano, che teneva in tasca i ritagli della fiction ‘Il capo dei capi’”. “Queste fiction presentano due problemi – sottolinea la seconda carica dello Stato -: da un lato trasformare il poliziotto antimafia in una specie di Superman e quindi indurre l’idea che la lotta alla mafia la fanno solo i super eroi. L’altro e’ quello di mitizzare il mafioso. Io non dimentico che qualche ragazzo cinico a Palermo mi ha detto: ‘Si’, pero’ il poliziotto muore mentre il mafioso al massimo finisce la vita in galera’”. Alla domanda se negli ultimi anni al Sud sia maturata una sensibilita’ diversa rispetto al fenomeno mafioso, Grasso risponde cosi’: “In Sicilia le cose sono cambiate, come dimostrano anche le ultime elezioni regionali vinte da Crocetta, sindaco antimafia di Gela. In Calabria purtroppo c’e’ ancora tanto lavoro da fare, partendo dai giovani“. In merito ai temi politici, il presidente del Senato risponde a una domanda sulla legge elettorale: “Il nodo sara’ trovare un accordo tra le forze di questa maggioranza. E non e’ semplice. Io la farei prima delle motivazioni della Consulta“. Secondo il presidente del Senato la riforma della legge elettorale “deve perseguire due obiettivi: rappresentativita’ e stabilita’. O altrimenti vogliamo tornare a una legge come ai tempi della prima Repubblica? Quando io chiesi a un pentito di mafia: ‘Come facevate a scegliere chi aiutare’?, lui mi rispose: ‘Dottore, per noi era perfetto. Riuscivamo a dividere perfettamente i voti tra i partiti dell’arco costituzionale’”.