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Anche ieri sera la trasmissione Chi l’ha visto si è occupata del caso diProvvidenza Grassi. E sono emerse alcune dichiarazioni non proprio lusinghiere che avrebbero fatto i carabinieri nei confronti della giovane e di suo padre. Provvidenza, secondo i militari dell’Arma in questione, che si sono lasciati sfuggire alcune frasi imbarazzanti durante un imprevisto audio fuori onda, sarebbe stata una “puttana”, una “zoccola” e le indagini dovevano continuare solo perché Chi l’ha visto si stava occupando della sua scomparsa. Sul padre, inoltre, i carabinieri avrebbero detto che “rompe sempre i coglioni in caserma” e per questo motivo lo avrebbero cacciato, perché, ribadiscono nell’audio mandato in onda stasera, “è un coglione”. La telefonata che svela questi particolari era stata fatta dall’inviato della trasmissione tv di Rai Tre, Giuseppe Pizzo, il quale, sollecitato anche da Giovanni Grassi, aveva chiesto ai carabinieri delucidazioni su una probabile pista calabrese. Quest’ultima ipotesi è infatti stata ripresa negli ultimi giorni: una donna avrebbe testimoniato che molto probabilmente Provvidenza si trovava in Calabria, con due uomini pericolosi. Al termine della telefonata, però i carabinieri avrebbero dimenticato di chiudere bene il telefono, così è venuto fuori questo discorso dai tratti davvero imbarazzanti.

Mentre si profila il dubbio che le forze dell’ordine non abbiano fatto abbastanza per trovare Provvidenza, molti altri nodi irrisolti caratterizzano il caso. Ad esempio i vestiti che la giovane indossava la sera della scomparsa: forse non sono gli stessi visti nel luogo del ritrovamento del cadavere. Il jeans con gli strass che la ragazza indossava è stato, tra l’altro, trovato ripiegato nel cassetto della sua stanza. Un altro interrogativo riguarda le condizioni del guard rail dal quale Provvidenza sarebbe precipitata con la sua auto. Rimane infatti il video realizzato da Tremedia, il 23 luglio 2013, il cui la struttura sembra intatta. Ciò non confermerebbe l’ipotesi dell’incidente la sera stessa della scomparsa, ovvero la notte tra il 10 e l’11 luglio. Si ipotizza dunque che l’auto potrebbe essere caduta da un’altra stradina nei pressi del cavalcavia di Bordonaro. Chiarito invece il punto riguardante i lavori che sarebbero stati realizzati nella cabina accanto alla quale giaceva l’auto della ragazza. L’inviato Pizzo ha chiarito che non sono stati compiuti a settembre 2013, bensì a novembre 2012. Viene a cadere quindi la possibilità che dei tecnici abbiano potuto lavorare in quell’area senza notare la Fiat 600 e il corpo di Provvidenza.

Antonella Trifirò

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