Bloccare temporaneamente le mestruazioni, eliminarle definitivamente al di là della menopausa, che è un'altra cosa: è uno scenario possibile? Se sì, quanto conviene alle donne per migliorare la loro qualità della vita? Se lo è chiesto "Il Post", realizzando uno splendido articolo nel quale si legge:
La soppressione mestruale consiste, semplificando, nell’ingannare il corpo facendogli credere di essere costantemente in stato di gravidanza. Una donna che vuole sopprimere le mestruazioni ha a disposizione diverse opzioni. Uno dei metodi prevede l’assunzione di contraccettivi orali tradizionali saltando le pillole “inattive”. Una scatola di pillole è progettata per assecondare il ciclo mestruale. Generalmente contiene 21 pillole ormonali che controllano il ciclo e 7 pillole a effetto placebo che non contengono ormoni. Quando si assumono le pillole placebo, cominciano le mestruazioni. Saltandole, invece, e passando direttamente alla serie successiva di pillole ormonali si evita anche il ciclo. Questo metodo richiede il consumo di 17 confezioni di contraccettivi all’anno invece che 12 ed è un metodo che solitamente viene utilizzato per ottenere dei blocchi occasionali delle mestruazioni, perché altrimenti sarebbe molto costoso. In Italia, tra l’altro, da circa due mesi diverse pillole anticoncezionali che si trovavano in fascia A e quindi a carico del Servizio Sanitario nazionale sono state riclassificate in fascia C e quindi a carico delle cittadine.
Ci sono invece alcuni medicinali, che funzionano anche come contraccettivi, che sono stati pensati proprio per la soppressione mestruale: alcuni consentono di avere il ciclo ogni 3-4 mesi, mentre altri lo bloccano per anni. Seasonale, per esempio, è in commercio negli Stati Uniti e combina 84 giorni di pillole attive con sette giorni di placebo, riducendo i periodi mestruali da tredici l’anno a quattro. Altre opzioni prevedono invece l’uso di anelli vaginali, come il NuvaRing, che rilasciano una dose di due diversi ormoni: estrogeni e progestinici, che se usati senza alcuna pausa possono servire a fermare il ciclo. La stessa cosa vale per i sistemi a rilascio intrauterino. Questi metodi alternativi alla contraccezione orale tradizionale sono meno faticosi per raggiungere l’obiettivo: circa il 50 per cento delle donne che ne fanno uso continuativo non hanno il ciclo dopo un anno. Ma quasi tutte le donne, già dopo sei mesi, avranno cicli più leggeri, più brevi e meno dolorosi.
Usare una di queste tecniche non significa che non possano verificarsi sanguinamenti e non significa che la ricerca del metodo più adatto per sé possa essere semplice. Quel che è certo è che fino a ora non ci sono studi che dimostrino rischi noti per l’utilizzo continuativo della pillola contraccettiva, se non gli effetti collaterali che già esistono per quella stessa medicina.
