Muore per un infarto, i parenti mettono a ferro e fuoco il pronto socorso. L'episodio è accaduto a Bagheria, dove i congiunti di una donna di 65 anni hanno preso d'assalto il Presidio territoriale d'emergenza, perché secondo loro i soccorsi sono stati prestati in ritardo. Circa cinquanta persone hanno assediato per alcune ore il Pte: due dottoresse sono state prese in ostaggio e la struttura è stata danneggiata con calci e pugni.

"Siamo arrivati 9 minuti dopo la chiamata ma in casa non c'era nessuno", ha replicato attraverso Repubblica Fabio Genco, il responsabile del 118. Sulla morte della donna è stata aperta un'inchiesta:

Il corpo della donna – spiega Repubblica – è stato trasferito al Policlinico di Palermo, alla Medicina legale, su disposizione del magistrato di turno. La signora stava festeggiando la Pasquetta con i parenti quando poco dopo le 19 è stata colta da un malore. I parenti hanno intuito che si poteva trattare di un infarto e hanno chiamato il 118. In quel momento, però, l'ambulanza di Bagheria (con il medico a bordo) era già impegnata in un altro soccorso. La centrale ha inviato allora l'ambulanza di Casteldaccia ma in casa i soccorritori non hanno trovato nessuno: i parenti avevano già caricato la donna sulla loro auto ed erano andati via. Le dottoresse del Pte hanno provato a rianimarla ma non c'è stato nulla da fare. Pochi minuti dopo sono arrivate al Pte di Bagheria sia l'ambulanza di Casteldaccia sia quella del Buccheri la Ferla. Ed è a questo punto che è esplosa la rabbia contro i medici e i soccorritori.

Saranno le indagini a chiarire quanto è accaduto.