Khaled Bensalem è considerato il responsabile del naufragio di Lampedusa, i 3 ottobre 2013, costato la vita ad oltre 360 persone. A un anno e mezzo dalla tragedia, il gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha emesso la sua sentenza: 18 anni di reclusione e una multa di ben 10 milioni di euro per l'imputato.

Khaled Bensalem è stato accusato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina, naufragio e omicidio volontario plurimo. In particolare, il giudice, come richiesto anche dal pm, ha riqualificato le accuse in naufragio colposo e “morte provocata come conseguenza di un altro reato”. In questo modo, data l'esclusione del dolo, la condanna si è rivelata meno severa.

La colpa della strage è sua, non poteva non prevedere che imbarcando oltre cinquecento persone, e appiccando un incendio a largo per farsi notare, ci sarebbe stata una strage.”

Queste le parole del pm Andrea Maggioni, il quale aveva invece chiesto 20 anni di carcere.
 

A proposito di condanna meno severa…

La pena sarebbe stata di 27 anni, ma di fatti è stata ridotta di un terzo per effetto del rito abbreviato. Nel processo si è costituito parte civile solo il Comune di Lampedusa.

Il responsabile del naufragio di Lampedusa sarebbe stato “tradito” dal colore della sua pelle. Khaled Bensalem è stato infatti definito dai sopravvissuti, molto più scuri di lui, “White Man” (ovvero, uomo bianco). Il suo assistente, anch'egli tunisino, ha perso la vita in mare, nello stesso naufragio.