“ I super boss della mafia siciliana erano di casa in Calabria. Provenzano era sorvegliato a Gioiosa Ionica ed era commensale abituale con Ntoni Macrì, un capomafia che discuteva alla pari con Cosa Nostra americana.  Quando è morto sono partiti cinque voli charter, al suo funerale a Siderno c’erano 40.000 persone”. Lo ha dichiarato il magistrato Nicola Gratteri, nel corso della presentazione del suo ultimo libro  “Padrini e Padroni”, che si è tenuta presso la Procura di Enna alla presenza del Procuratore Capo di Enna Massimo Palmeri e del massmediologo Klaus Davi (https://youtu.be/HCoXP88_OPM). “La ‘Ndrangheta era già potente allora; è stato il legislatore, sono stati i politici, i magistrati, le forze dell’ordine a non capirlo. Siccome non uccideva e non toccava le istituzioni era una mafia agropastorale. Ricordo negli anni ’70 Ntoni Macrì, il capomafia che aveva in mano tre quarti dell’università di Messina. – racconta il magistrato a una platea di oltre 500 giovani studenti – La gente di Locri, Gioiosa, Seminara, Siderno, Gioia Tauro, Rosarno, Reggio si laureava con corruttele, regalie, con minacce. Ricordo un professore universitario chiuso nel bidone della spazzatura e la mattina dopo lo hanno salvato i netturbini prima che accendessero la macchina. La Casa dello Studente era in mano alla ‘Ndrangheta: era una bazaar,  si vendeva di tutto droga, armi, kalashnikov, esplosivo qualsiasi cosa. Messina in quegli anni, era un pezzo della provincia di Reggio Calabria. Era gestita nel senso mafioso del termine dalla ‘Ndrangheta”. Anche per questo il magistrato decise di continuare gli studi a Catania: “Già tutti i miei compagni di scuola erano figli di capimafia, di ‘ndranghetisti. Riina è venuto anche vestito da prete ad Africo, a incontrare Don Stilo, un sacerdote importante, potente che viaggiava armato. E quando gli si chiese il perché viaggiasse armato rispondeva “Perché vado nelle campagne, a dare i sacramenti e non so chi incontro”.    

 

NDRANGHETA: GRATTERI ; RIFORMA BASSANINI E STATA UN GRANDE FAVORE ALLE MAFIA

“La riforma Bassanini è stata un grande, anche se involontario, favore alle mafie, perché  ha tolto il CORECO (Comitato Regionale di Controllo). Un sindaco solo davanti al mafioso che va lì e gli dice << No questa delibera deve passare.>> il primo cittadino cosa risponde <<Guarda che è inutile che la facciamo perché tanto il CORECO la boccia>>. Oggi non c’è nemmeno quello”. Lo ha dichiarato il magistrato Nicola Gratteri a Klaus Davi, durante la presentazione del suo ultimo libro “Padrini e Padroni” che si è tenuta presso la Procura di Enna (https://youtu.be/HCoXP88_OPM). “Quando il capomafia concorre a votare il sindaco, perché la cosa terribile per i politici solo le ultime 48 ore quando hanno paura di non essere eletti, fanno patti con il diavolo. Bisognerebbe incatenare i candidati gli ultimi tre giorni per non farli andare nelle case dei capimafia. – afferma il magistrato che prosegue – Oggi rispetto a venti anni fa sono loro che vanno a casa dei mafiosi a chiedere pacchetti di voti in cambio di appalti perché la mafia è più credibile di loro. Trenta quaranta anni fa era il contrario: era il boss che andava dal politico a chiedere il posto per la nuora, o di non far fare la leva al figlio”.

 

GRATTERI: IO SOLO? MAI. ORMAI PEGGIO DI BELEN 

“ Non mi sento solo mi creda. Ho il problema contrario, spesso sull’aereo devo fare finta di leggere perché la gente vuole a tutti i costi  parlare. Purtroppo sono diventato una sorta di  soubrette,  orami più di Belen”. È’ quanto dichiarato scherzosamente dal magistrato Gratteri a Klaus Davi, durante la presentazione presso la procura di Enna del suo ultimo libro “Padrini e Padroni”, edito da Mondadori (https://youtu.be/HCoXP88_OPM). “Ho più di 200 invitiaccumulati. Non mi sono mai sentito solo, anche quando non andavo in televisione o sui giornali.  Faccio questo lavoro da oltre 30 anni e sin dall’inizio andavo nelle scuole a parlare con i ragazzi. Certo non avevo il consenso di adesso”.

 

DROGA: GRATTERI; ALCUNI MAGISTRATI PONTIFICANO SENZA AVERE FATTO INDAGINI

“Quello che mi dispiace che anche magistrati che non hanno mai fatto indagini di droga pontificano. Dispiace che professori universitari, che per sessanta anni si sono occupati di tutt’altro, di economia, diritto si mettono a parlare di legalizzazione delle droghe. Addirittura un docente universitario dichiara che un terzo dei detenuti sono tali perché tossicodipendenti. E’ un pazzo! Perché bisogna dire falsamente questo? Si, ci sono ma non sono detenuti perché drogati.” Ad affermarlo è il magistrato Nicola Gratteri, intervistato da Klaus Davi, in occasione della presentazione del libro “Padrini e Padroni” che si è tenuta presso la Procura di Enna (https://youtu.be/HCoXP88_OPM). “Vado spesso nelle comunità e vedo gente di cinquanta anni, moglie e marito, mamma e figlio che mi dicono piangendo <<faccia di tutto per non far passare questa legge>>. – racconta Gratteri – Bisogna viverle queste cose. Ai parlamentari dico “Andate in questi posti dove c’è sofferenza e dolore prima di legiferare, andate a vedere il problema, i bisogni”. Su 10 ragazzi che entrano là dentro solo 4 ce la faranno. Attenzione a parlare!”

 

GRATTERI:  ‘NDRANGHETA SUI SOCIAL NETWORK DA PRENDERE SUL SERIO  

“ L’offensiva della ‘Ndrangheta sui social network è un fenomeno da prendere sul serio come lo è commentare negativamente film, fiction che si fanno sulle mafie” . Lo ha dichiarato il magistrato Nicola Gratteri, nel corso della presentazione del suo ultimo libro  “Padrini e Padroni”, che si è tenuta presso la Procura di Enna alla presenza del Procuratore Capo di Enna Massimo Palmeri e del massmediologo Klaus Davi (https://youtu.be/HCoXP88_OPM).  “ Se i nostri figli stanno ore e ore davanti a Facebook, sono figli di Internet, è ovvio che anche quello è negativo, è pericoloso. Consapevoli di ciò le mafie anche quelle più chiuse come la ‘Ndrangheta, si stanno posizionando con messaggi digitali mirati.”

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