di Angela Marino

Non si tratta di regole di grammatica, come potrebbe sembrare dal  titolo, ma di un’esperienza personale, la mia, che sicuramente sarà analoga a quella di molte altre signore vissute nel mio stesso periodo.
Tutto è cominciato in  una fredda giornata di dicembre quando l’ostetrica mi depositò nella bellissima culla tutta rivestita di organza ricamata e disse a papà: “|’ minni vaiu, tornu dumani matina, un si scurdassi di irila a scrivimi a lu cumuni” (1).
Ormai facevo decisamente parte di questo mondo e dovevo adeguarmi alla sua normativa.
A questo punto la cosa più urgente da fare era quella di scegliere il nome. All’apparenza sembrava una cosa molto ovvia: in Sicilia si usava dare ai primi figli i nomi dei nonni, e precisamente, prima quelli dei nonni paterni e poi quelli dei nonni materni…ma  questa legge ferrea era spesso minacciata da un’altra: quella dei parenti defunti, e nel mio caso, mentre la nonna Angela (paterna) era bella viva e vitale, la nonna materna, Concetta, era morta prematuramente già da  alcuni anni. Il dilemma fu risolto senza alcun problema con una scelta a dir poco salomonica : avrei portato i nomi di entrambe le nonne, con in mezzo quello della Madonnina. E così, all’anagrafe, papà mi ha iscritto come Angela Maria Concetta Marino.
A questo punto però si poneva un nuovo problema: dato per scontato che mai nessuno avrebbe usato tutto il mio nome al completo, come chiamarmi nella vita di tutti i giorni?
 “Angela” era troppo serio, “Angelina” era il vezzeggiativo con cui veniva già chiamata  la nonna che conviveva con noi… alla fine si optò per un vezzeggiativo molto breve: “Lina”.
Così io divenni per tutti Lina Marino (anzi Lina Marinu, perché allora si usava la forma dialettale anche per il cognome) e lo rimasi senza problemi fino alla fine della scuola media.
Poi m’iscrissero al Liceo Classico di Agrigento, ero l’unica tra le mie amiche a frequentare quella scuola e, siccome mi sembrava più ”in” usare il mio nome completo (o quasi) mi presentai ai nuovi compagni come “Angela Maria Marino”…
Per cinque anni  ogni mattina uscii da casa come “Lina” unendomi per la strada con gli altri amici d’infanzia con i quali prendevo l’autobus che ci avrebbe portati ad Agrigento. 
Ma,arrivati in Piazza Stazione, avveniva la trasformazione: scesi dall’autobus ci dividevamo in gruppi dirigendoci ciascuno verso la propria scuola. Io ero l’unica a dovermi dirigere verso la parte alta della città , ben presto incontravo altri compagni, mi univo a loro e…diventavo Angela Maria.
A poco a poco il Maria si è perso per strada e così per il resto della mia vita sono rimasta Angela. 
Ma la “variabilità dei nomi propri” per me, e penso per tante altre signore, non si ferma qui… investe pure il cognome!
Finchè ho frequentato il liceo e i primi anni dell’università il mio cognome  ovviamente è stato Marino.
Al terzo anno di Università però ho deciso di sposarmi…ed allora sono cominciati i problemi:
La legislazione vigente in quel periodo, infatti, prevedeva che la moglie prendesse il cognome del marito e così io da un momento all’altro sono diventata Angela Veneziano nei documenti, nelle firme, dovunque.
Durante gli ultimi anni di università ho frequentato anche l’ Istituto Statale d’Arte… bene mi hanno scritto Angela Veneziano anche sul Diploma di Maturità!!!
Come Angela Veneziano mi sono laureata,  ho insegnato in provincia di Agrigento ed in provincia di Palermo, ho fatto sindacato, sono passata di ruolo…poi, una nuova legge ha stabilito che le donne sposate dovessero riprendere il loro cognome da ragazze e così, dall’oggi al domani, sono tornata Angela Marino!!!
Non sto a raccontare le difficoltà e le complicazioni quando ho dovuto fare la ricostruzione della carriera: c’erano titoli di studio, documenti e certificazioni con un cognome ed altri con un altro , firme con un nome proprio, con due con tre…
Ora, da pensionata, sono rimasta (spero a tempo indeterminato) Angela Marino,…anche su Facebook… 
Ma non per i miei familiari e per i miei vecchi amici d’infanzia: per loro sono stata, sono  e sarò sempre e solamente Lina .
Invece per il condominio, il postino, i fornitori vari, etc, da più di 50 anni, sono la Signora Veneziano e tale credo che resterò per il resto della mia vita.
 
 
NOTE :1 – “|o vado, torno domani mattina, non dimentichi di andare ad iscriverla al comunei”