Dopo le accuse e l'arresto, scatta la controffensiva della difesa di Giosuè Ruotolo, che mette le mani sugli atti dell’indagine e su tabulati telefonici, filmati di ricostruzioni e analisi dei sopralluoghi.

In aula, a Trieste, i legali del militare di Somma Vesuviana hanno insinuato dubbi su testimonianze, ricostruzioni e valorizzato alcuni messaggi che l’accusa aveva accantonato perché, in seguito agli accertamenti, non avevano portato a nulla. Si tratta di alcuni messaggi trovati nei telefonini dei fidanzati uccisi e divulgati da "Quarto Grado".

Sono stati scambiati tra Trifone Ragone e Teresa Costanza l’11 marzo 2015, sei giorni prima del delitto, e lasciano a pensare a un ipotetico pestaggio con un certo Raschi. "Amore ho fatto a mazzate", scrive Trifone. "Ma che dici, amo’, mi fai preoccupare", replica Teresa. "M’ha crepato Raschi. Un casino, zigomo rotto".

Ed è proprio su questo retroscena che i difensori di Ruotolo proveranno a mettere in discussione le accuse al militare.