La chiesa di San Giovanni degli Eremiti è un edificio religioso di stile arabo-normanno sita nei pressi del centro storico di Palermo, nelle vicinanze del Palazzo dei Normanni.

La sua struttura in pietra con cupole emisferiche di colore rosso sulla sommità, ricorda infatti quella di una moschea; le sue origini risalgono al VI secolo a.C. quando tra le mura del suo corpo originario a pianta quadrata, veniva fatto rispettare il rito islamico, a seguito della dominazione araba di Sicilia. Venne volta al culto cristiano da Ruggero II, che ne affidò la costruzione, nel 1136 ad allievi di Guglielmo da Vercelli.

In seguito, subì diversi lavori di rimaneggiamento, ma nel 1880 ritornò ad antico splendore grazie all’architetto palermitano Giuseppe Patricolo; un restauratore che credeva nel metodo conservativo e che contribuì a ripristinare le originarie strutture e bellezze di diversi monumenti storici religiosi della città di Palermo e non solo, come ad esempio la chiesa di San Francesco d’Assisi e di Santa Maria dell’Ammiraglio presso il capoluogo, e del chiostro del noto Duomo di Monreale, nonché della Cuba di Delia, edificio religioso di tipo bizantino che sorge nelle campagne di Castelvetrano.

La struttura, con pianta a croce latina, è sormontata da tre absidi divisi in cinque campate quadrate, ognuna delle quali regge una cupola di colore rosso realizzata nel periodo normanno. Anche il campanile in stile gotico regge lo stesso tipo di cupola. All’interno, il chiostro con giardino è ancora ben conservato, e presenta una struttura a colonnine binate che sorreggono archi ad ogiva a doppia ghiera, particolarmente tipici delle architetture arabe. A ricordare l’importante influenza araba sulla struttura e sul governo normanno, vi sono anche i capitelli decorati con foglie d’acanto, su cui terminano le colonnine, e l’antica cisterna araba posta nel chiostro.

Dell’imponente struttura parlò anche la scrittrice britannica dell’Ottocento Frances Minto Elliot, che descrisse dettagliatamente e con grande stupore, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti nelle pagine del suo “Diary of an Idle Woman in Sicily”, del 1881. La giovane ereditiera si dedicò soprattutto alla realizzazione di opere di letteratura di viaggio; uno venne dedicato interamente alla Sicilia, un altro ancora alla Spagna e uno all’Italia. Una delle figlie avute nell’ambito del matrimonio con John Edward Geils, sposò lo storico e archeologo italiano Marchese Chigi. Fu molto amica di Charles Dickens e morì a Siena il 26 ottobre del 1898; oggi la sua salma è custodita presso il Cimitero Acattolico di Roma.

Autore | Enrica Bartalotta

Foto di Blues Man Giuseppe