L’orologio monumentale della torre civica di Sant’Antonio Abate, a Palermo, torna a funzionare. L’antico meccanismo caricato a mano ha scandito a lungo la vita dei palermitani, dalla cosiddetta “castiddana” al richiamo delle adunanze dei cittadini, fino all’avviso del coprifuoco.

Torna a funzionare l’orologio di Sant’Antonio Abate

Sant’Antonio Abate è una chiesa del senato palermitano ricca di storia. All’interno della torre c’è ancora la grossa campana, sulla cui superficie sono visibili alcune incisioni: Sant’Antonio con ai piedi il tradizionale maialino e il simbolo del senato. Era inattiva da circa 50 anni, a causa di precedenti ed errati lavori di restauro.

Adesso, grazie al parroco, Mons. Gaetano Tulipano, con la collaborazione dell’Associazione “Guardie del Tempio”, è stato possibile il suo ripristino. A occuparsi del restauro completo, la ditta Manutentori del Tempo di Danilo Gianformaggio, specializzato in orologi monumentali.

A volere la torre fu la famiglia Chiaramonte. Sorse nel 130, lì dove un tempo c’era una antica torre araba di avvistamento Pharat. In origine era molto più alta, di almeno il doppio. Ancora oggi, sul lato occidentale, si possono vedere l’aquila simbolo del senato palermitano e lo stemma della famiglia Chiaramonte. Sul lato orientale, invece, c’è il simbolo dei reali di Aragona.

Oltre al ripristino dell’orologio, si è anche provveduto a programmare il rintocco delle ore del giorno. Nelle ore notturne si potrà ammirare, grazie al nuovo impianto di illuminazione a luce Led, il suggestivo quadrante, realizzato in marmo bianco, con al centro un sole e una mono lancetta.

La parrocchia di Sant’Antonio Abate è una delle più antiche chiese di Palermo. Fu la famiglia Chiaramonte a volere al fianco destro della chiesa la torre, altissima e visibile da tutta la città, nel 1375. La campana suonava sia per le convocazioni liturgiche sia per convocare il senato e il parlamento. Sulla facciata centrale della torre fu collocato l’orologio che ha segnato il tempo della città per 500 anni.

Foto di Fabio P. – Own work, CC BY-SA 3.0.

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