PALERMO – Un operaio palermitano di 70 anni si ammalò di cirrosi epatica e poi ne morì. Tutta colpa di una trasfusione di sangue infetto. Per questo il tribunale di Palermo ha condannato il ministero della Salute al risarcimento di oltre 1 milione di euro ai suoi eredi. Le trasfusioni mortali furono eseguite nel 1987 all'ospedale Villa Sofia nel corso di un banale intervento.

La sentenza ha riconosciuto a figli e vedova dell’operaio il "danno da uccisione di un congiunto, l'irreversibile e permanente privazione della reciprocità affettiva". Riconosciuto il danno morale quale "transeunte sofferenza indotta dall'ingiustizia patita".

Si tratta dell'ennesima sentenza che condanna lo stato italiano a risarcire uno dei migliaia di cittadini siciliani che tra gli anni '70 e '80 hanno contratto gravissime malattie, e spesso poi deceduti, a causa di trasfusioni di sangue ed emoderivati risultati poi infetti da virus dell epatite B, C e Aids.