Dal nord al sud. Dalla memoria di Sant’Agostino a Pavia fino all’estremo confine europeo nel Mediterraneo. La Prefettura della Casa Pontificia ha reso noto il calendario delle visite pastorali di Papa Leone XIV per i mesi di maggio, giugno, luglio e agosto del 2026. Un programma fitto. Celebrazioni, incontri con le comunità ecclesiali e civili, tappe simboliche, una delle quali sarà in Sicilia, a Lampedusa.
L’8 maggio, primo anniversario dell’elezione al Soglio petrino, il Pontefice sarà a Pompei. Parteciperà alla “Supplica” alla Madonna e presiederà la Messa nel celebre Santuario mariano. Nel pomeriggio si sposterà a Napoli, dove incontrerà clero, religiosi e cittadini in Piazza del Plebiscito.
Il 23 maggio tornerà in Campania, ad Acerra, uno dei comuni simbolo della cosiddetta Terra dei Fuochi. Un territorio segnato per anni dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Un viaggio che assume anche un valore civile. Papa Francesco aveva programmato quella visita nel maggio 2020, nell’anniversario della Laudato si’, ma il lockdown per la pandemia impedì lo svolgimento.
Il 20 giugno Leone XIV sarà a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove sono custodite le spoglie di Sant’Agostino. “Certamente il Papa viene a Pavia per venerare Sant’Agostino, di cui egli si sente figlio e discepolo, per incontrare la comunità dei padri agostiniani che custodiscono nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro le preziose reliquie del Santo”, sottolinea il vescovo Corrado Sanguineti. E aggiunge: “Viene per incontrare la nostra Chiesa, per confermarla nella fede e nella testimonianza a Cristo, e la nostra città, ricca di una storia illustre e antica, una città universitaria, culturalmente vivace, caratterizzata dalla cura della salute in differenti poli sanitari di eccellenza e di comprovato valore”.
“Attendiamo il Papa con animo grato e lieto”, conclude il vescovo, “come figli e come discepoli, e nelle prossime settimane cercheremo di prepararci, soprattutto con la preghiera e con l’ascolto della Parola di Dio, a vivere la grazia dell’incontro con il Successore di Pietro, guida e pastore di tutta la Chiesa, presenza autorevole come testimone di pace nel nostro tempo, così drammaticamente segnato da violenze e guerre”.
La tappa in Sicilia il 4 luglio
Tra tutte le visite annunciate, quella in Sicilia assume un rilievo particolare. Il Papa si recherà il 4 luglio a Lampedusa, l’isola che è diventata l’approdo di migliaia di migranti. Un luogo che ha segnato la coscienza europea.
Fu qui che nel luglio 2013 Papa Francesco compì il suo primo viaggio fuori Roma. Gettò una corona di fiori in mare in memoria delle vittime. Denunciò una tragedia che aveva trasformato il Mare Nostrum in un “Mare Mortuum”.
Sulla stessa scia, Leone XIV tornerà in quell’isola-simbolo per incontrare gli ospiti degli hotspot e quanti li assistono. Con lui, la comunità locale pregherà per le vittime del Mediterraneo. “Con Papa Leone pregheremo insieme per le innumerevoli vittime”, commenta il vescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano. “Quest’annuncio si incastona all’inizio della Quaresima… È una gioia in un periodo di sacrificio”.
La visita assume una dimensione che supera i confini nazionali. Il tema delle migrazioni nel Mediterraneo è oggetto di dibattito internazionale. Organismi europei, Nazioni Unite e organizzazioni umanitarie monitorano costantemente la situazione. In questo contesto, la scelta del Pontefice si inserisce in un quadro globale.
Il calendario completo delle visite è stato diffuso dalla Sala Stampa vaticana e rilanciato anche da Vatican News, che parla di un vero e proprio “tour” italiano del Papa.
Un ritorno che parla alla memoria collettiva
La visita in Sicilia non è un episodio isolato. Si inserisce in un 2026 che vedrà Leone XIV muoversi tra luoghi di forte carica simbolica. Dopo la tappa siciliana, il 6 agosto tornerà ad Assisi, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, per incontrare i giovani riuniti nell’ottavo centenario del transito di San Francesco e celebrare la Messa.
Il 22 agosto sarà invece a Rimini, al 47° Meeting per l’Amicizia fra i Popoli. Un Papa non partecipava al Meeting dal 1982, quando fu presente Giovanni Paolo II.
“Un segno di predilezione verso una terra che rappresenta una sintesi particolarmente viva delle attese e delle speranze”, commentano il cardinale Domenico Battaglia, l’arcivescovo Tommaso Caputo e il vescovo Antonio Di Donna a proposito delle tappe campane.
Anche Comunione e Liberazione accoglie con favore la presenza del Pontefice a Rimini. “La sua presenza è motivo di grande gioia”, afferma il presidente Davide Prosperi.
Dopo il Giubileo, un Papa in uscita
Dopo il Giubileo che ha portato a Roma fedeli da tutto il mondo, ora sarà il Papa a uscire dal Vaticano. Visite brevi. Una giornata o mezza giornata. Quanto basta per toccare territori segnati da devozione, memoria e ferite aperte.
Dalla Madonna di Pompei alla Sicilia dei migranti, passando per la Terra dei Fuochi e i luoghi agostiniani. Un itinerario che unisce spiritualità e questioni sociali. Un percorso che restituisce alla visita in Sicilia un valore che va oltre la cronaca ecclesiale. Parla al Mediterraneo. E all’Europa.
