I 5 Papi Siciliani (quasi 6): la Sicilia ha dato alla Chiesa ben 5 Papi.

Sant’Agatone (678-81): convocò il VI Concilio Ecumenico a Costantinopoli.

San Leone II (682-83): istituì il “bacio della pace” nella Messa e “la cerimonia religiosa dell’aspersione con l’acqua benedetta ai fedeli”.

Conone (686-87).

San Sergio I (687-701): fu il primo Papa che fece seppellire i Pontefici in San Pietro.

Stefano III (758-72): fu figura di primo piano nel mondo politico appoggiando la lotta di Carlo Magno contro i Longobardi.

Anche un sesto Papa sarebbe potuto essere siciliano se non ci fosse stata l’opposizione politica dell’imperatore Austro-Ungarico Francesco Giuseppe. Nel 1903 alla morte del Papa Leone XIII in occasione del conclave, tutti pensavano che il suo successore sarebbe stato quasi certamente il Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, nato nel 1843 a Polizzi Generosa in provincia di Palermo, che per lungo tempo era stato “Segretario di Stato di Sua Santità”. Il Cardinale Rampolla in qualità di Ministro degli Esteri del Papa dal 1887, era a conoscenza di tutti i segreti e di tutti i pericoli della politica internazionale, e fu proprio a causa della sua tendenza filofrancese assai temuta dall’imperatore austro-ungarico, che fu vittima di un cavillo ereditario che gli costò l’elezione al Soglio Pontificio. L’Imperatore Francesco Giuseppe, durante il Conclave, si oppose alla nomina del Cardinale Rampolla, valendosi di un vecchio privilegio feudale che gli consentiva, come successore dell’Imperatore del Sacro Romano Impero, il diritto di “veto” nell’elezione pontificia. Fu il Cardinale Puzyna, Arcivescovo di Cracovia e suddito dell’Imperatore a comunicare il suo volere in sede di elezione, e pertanto fu eletto il Patriarca di Venezia, Cardinale Giovanni Sarto, che prese il nome di Pio X. Al suo insediamento, una delle prime azioni di governo del Papa fu proprio l’abolizione del vecchio privilegio feudale del veto imperiale. Vale la pena di ricordare la signorile dichiarazione che rilasciò il Cardinale Rampolla a seguito della sua estromissione dalla candidatura a Pontefice: “Mi addolora profondamente la grave ferita inferta alla libertà della Chiesa. Per quel che mi riguarda non poteva accadermi niente di più gradito e di più desiderabile”. Le sue nobili parole furono veramente profetiche perché Papa Pio X morì nel 1914 non essendo riuscito ad evitare l’immane strage della prima guerra mondiale.