Per anni il Parco Avventura dei Nebrodi è stato una delle porte d’ingresso a Longi. Poi la chiusura del 2020 ha fermato un flusso di visitatori che aveva dato al paese una visibilità non scontata. Ora la struttura torna pronta alla riapertura e cambia anche valore simbolico: sarà intitolata ad Antonio Araca, il giovane che aveva creduto per primo nel progetto.
La novità non riguarda solo Longi. Nei piccoli comuni dei Nebrodi, ogni infrastruttura turistica funzionante può incidere su ristoranti, guide, ricettività e lavoro giovanile. Per questo la riapertura del parco assume un peso che va oltre il taglio del nastro.
«Per noi significa molto – ha spiegato Carmen Castano, presidente dell’associazione Longi Avventura 2026 – perché Longi è stata conosciuta anche fuori dalla provincia proprio grazie a questo parco. Tanti turisti, negli anni, sono arrivati qui per vivere questa esperienza. Riaprirlo significa riportare turismo, movimento e attenzione sul nostro paese».
Dal progetto del 2011 agli ultimi atti per la gestione
Il Parco Avventura era nato nel 2011 dalla visione di Antonio Araca e di un gruppo di giovani del territorio. Il progetto era stato sostenuto dall’amministrazione comunale e dalla collaborazione del Parco dei Nebrodi. Per diversi anni aveva funzionato come attrattore. La chiusura, arrivata nel 2020, è stata determinata prima dalla pandemia e poi da difficoltà che hanno impedito la riapertura.
Nel 2024 la nuova amministrazione comunale ha ripreso il dossier. La verifica dell’area ha mostrato la necessità di un intervento profondo. «Quando ci siamo insediati nel 2024 – ha ricordato il sindaco Calogero Lazzara – abbiamo capito subito che si era interrotto qualcosa di importante. La nostra volontà è stata quella di riaprire il Parco Avventura. Non è stato facile trovare i fondi e, quando abbiamo verificato le condizioni dell’area, ci siamo trovati davanti a una situazione molto complessa. Abbiamo dovuto sostituire attrezzature, impianti e strutture. Oggi il parco è montato e pronto: restano soltanto gli ultimi passaggi burocratici per l’assegnazione della gestione».
Il recupero è costato circa 100 mila euro. Prima degli interventi è stato realizzato un nuovo studio agronomico sugli alberi, necessario per garantire sicurezza e compatibilità ambientale. La natura, in questo caso, non è solo scenario: è parte strutturale dell’attività e va trattata come infrastruttura viva.
I fondi sono regionali. «Sono fondi che a volte vengono definiti in modo negativo – ha aggiunto Lazzara – ma qui sono stati utilizzati per un intervento concreto e utile alla comunità. Ci hanno creduto diversi parlamentari regionali, tra cui gli onorevoli De Luca, Leanza e Grasso, che hanno sostenuto il progetto in maniera trasversale. Quando c’è qualcosa di positivo da fare per il territorio, non bisogna guardare al colore politico, ma al bene della comunità».
Il progetto prevede anche una nuova area attrezzata con barbecue. L’amministrazione intende poi proseguire con e-bike, percorsi nel bosco, volo dell’angelo e zipline, in raccordo con i comuni vicini.
Un bene comprensoriale, non una struttura isolata
La riapertura sarà decisiva solo se riuscirà a uscire dalla dimensione del singolo impianto. Il sindaco ha indicato una prospettiva comprensoriale: «Questo non è soltanto il Parco Avventura di Longi – ha sottolineato il sindaco – ma un bene dell’intero comprensorio. I benefici riguarderanno le strutture ricettive, i ristoranti, le guide e i giovani che potranno lavorare all’interno del parco».
La stessa lettura è stata proposta dal presidente del Parco dei Nebrodi: «Questo luogo non sarà fruito solo dai cittadini di Longi e dei paesi vicini, ma anche da chi arriverà da fuori provincia. In passato, nei fine settimana, il parco era pieno. Quando funziona una struttura come questa, lavora un paese e lavora un territorio».
La dedica ad Antonio Araca ha trasformato la giornata in un momento di memoria pubblica. «Antonio è stato colui che ha creato questo parco, che ci ha creduto quando forse altri non riuscivano ancora a immaginarlo – ha detto Lazzara –. Per me era anche un amico. Oggi voglio dire: Antonio, benvenuto, questa è la tua casa».
Nel corso della cerimonia sono state ricordate la moglie e la figlia Alessia. Sono state scoperte la scritta all’ingresso e la targa dedicata ad Antonio, poi l’area è stata benedetta.
«Restituire il Parco Avventura ai Nebrodi, alla Sicilia e alla comunità di Longi, intitolandolo ad Antonio Araca, è il gesto più bello che si potesse fare – è stato detto durante la cerimonia –. Antonio continuerà a vivere tra questi alberi, nei sorrisi dei bambini e nelle esperienze di chi verrà qui per divertirsi, conoscere la natura e amare questo territorio».
Ora il passaggio cruciale è la gestione. Se funzionerà, Longi potrà recuperare non soltanto un parco, ma una leva per rimettere insieme turismo, comunità e lavoro. Se resterà isolato, il rischio sarà quello di una riapertura simbolica senza continuità economica.
