Immagine    di Nando Cimino

 

 Quante volte  noi siciliani, e del palermitano in particolare, provando sgomento per qualche fatto o situazione, nel parlare con qualcuno ce ne usciamo esclamando: “ A facci di don Nunziu Cuppuluni ! ” . Ma vi siete mai domandati del perché di questo modo di dire e chi mai fosse questo Don Nunzio, ammesso che sia mai esistito?  –  Ebbene un Don Nunzio, detto Coppolone, è veramente esistito; era di Palermo e insieme a don Nicolò Rinaldi detto “il Faraone” e a mastro Giovanni Di Cristina, fu uno dei più grandi cartellonisti, ovvero pittori, che disegnavano le scene per l’Opera dei Pupi. Di questo personaggio ci parla anche lo storico Pitrè che in una delle sue pubblicazioni sull’ottocento siciliano a proposito dell’Opera dei Pupi così testualmente scrive:  “. . .Ogni teatrino possiede da 70 ad 80 cartelloni usciti alcuni dalle mani di un Don Nunzio, soprannominato Coppolone” . . . .

       Ma perché Don Nunzio era soprannominato “Coppolone” ? – Forse, mi sono ingenuamente chiesto, perché era solito indossare una grossa coppola; invece no. Una spiegazione sicuramente più attinente me la diede una volta un anziano signore palermitano che, essendo nato nei primi del novecento, era venuto a conoscenza della storia vera, o presunta tale,  di Don Nunzio. Mi raccontò infatti che il  “Coppolone”, oltre ad essere un valente pittore, aveva goduto anche fama di impenitente donnaiolo; ciò soprattutto in virtù del fatto che, almeno così si malignava,  madre natura lo avesse sessualmente ben dotato.

       Ricordiamoci quindi, e mi rivolgo soprattutto alle signore, che quando noi siciliani esclamiamo “ A facci di don Nunziu Cuppuluni” è quindi come se dicessimo: “ A facci du c…. ! ”