La passata di pomodoro siccagno di Valledolmo arriva dalla Sicilia al resto d’Italia. Questa la recente iniziativa dell’amministrazione comunale del piccolo centro che si trova nel Palermitano. Un modo per avvicinare le persone al territorio attraverso una produzione tipica e molto apprezzata.

Nello specifico, il progetto prevede la stipulazione di tre contratti a cura del Comune. Anzitutto con i produttori locali di pomodoro, dai quali viene acquistato a un prezzo remunerativo. Con una cooperativa locale, cui si chiede di trasformare il pomodoro biologico e imbottigliarlo con l’etichetta TerrOne. Con i compratori, che ricevono, a fronte di una quota di 110 euro, 60 bottiglie di passata di pomodoro.

Il Comune ha già raccolto cinquanta adesioni e prodotto 2500 bottiglie di passata di pomodoro siccagno di Valledolmo. Tanti gli acquirenti, tra i quali ci sono persone che vivono in Sicilia, ma anche in tutta l’Italia. Si parla di Venezia, Torino, Bolzano, ma anche della Toscana e dell’Umbria.

L’iniziativa intende promuovere i luoghi siciliani, accrescendo la popolarità dei prodotti. La passata è biologica e di qualità certificata. Gli acquirenti vengono costantemente informati. «Vogliamo creare un legame con Valledolmo, proponendo anche diverse occasioni in cui venire a visitare di persona l’iter del prodotto e il paese».

Pomodoro siccagno di Valledolmo, produzione pregiata

Chiunque acquisti il prodotto, infatti, può monitorare le fasi della coltura, sapendo quando il pomodoro viene raccolto, quando viene portato allo stabilimento e quando viene imbottigliato. «Non è una vera a propria vendita, ma una promozione del territorio.

Quello che il Comune ricava viene reinvestito nella promozione del pomodoro e del territorio, attraverso campagne pubblicitarie sul prodotto stesso, acquistando altra passata che vorremmo destinare anche in solidarietà ad alcune realtà bisognose e organizzando conferenze sul prodotto. Il Comune è produttore, attraverso un’eccellenza tutta valledolmese, vuole vendere il territorio stesso», aggiunge il primo cittadino.

Oltre alla passata di pomodoro siccagno di Valledolmo ci sono altri prodotti di filiera: il grano di produzione locale e trasformazione in loco attraverso il pastificio di Vallolmo, le olive con tre produttori di olio e poi l’uva con la cantina che produce vino. L’intenzione, a lungo termine, è allargare il progetto ad altre tipicità.