Si continua a indagare sulla tragedia di Casteldaccia. Nove persone sono morte, nello scorso weekend, travolti dal fiume Milicia, ingrossato dalle fortissime piogge. La villetta in cui si trovavano è al centro di diverse polemiche. L’abitazione era abusiva, senza la licenza edilizia.

Il Comune non l’aveva mai concessa, ma il proprietario aveva costruito lo stesso. Intervistato da Repubblica, ha spiegato che era arrivato l’ordine di demolizione ma, dopo un ricorso al Tar, “Non ne abbiamo saputo più niente. Non se n’è mai più parlato”.

La casa era già stata devastata dal Milicia, dieci anni fa: “Il fiume andò in piena e invase tutto, il giardino, la casa, distrusse tutti i mobili, fece un sacco di danni. Ho perso tutto, non ho avuto nessun risarcimento, ho dovuto pagare tutto io ma mi sono disamorato. Così ho deciso di andarmene e prendere un appartamento in città. Era il 2008 e fino a quel momento in quella casa ci avevo abitato”.

Nonostante questo, l’abitazione era stata data in amicizia alla famiglia di Giuseppe Giordano, unico sopravvissuto della sciagura di sabato scorso. Giordano, secondo quanto detto dal padrone di casa, era stato avvertito dei rischi. “L’avevo avvisato di andarci solo d’estate. Quella è campagna, c’è il fiume a 200 metri, ma come si fa a rischiare? Sabato c’era l’allerta meteo rossa, lo sapevano tutti. Io non mi do pace, non riesco a credere ancora a quello che è successo. Domenica, quando l’ho saputo sono andato subito ad autodenunciarmi ai carabinieri. Mi sono presentato in caserma e ho detto: sono io il proprietario di quella casa”.

“Sto malissimo”, conclude Pace. “Non riesco ad alzarmi dal letto, mi fa male il cuore dal dispiacere fortissimo che ho. Non ci sono parole per esprimere a Giuseppe Giordano tutto il dolore che sento per quello che sta passando”.