000000L’artista dona l’opera “After” al Comune di Catania, simbolo dell’Etna e delle mutazioni visive e umane del paesaggio

 

Catania, 3 luglio 2014 – In occasione del finissage della mostra di Giuseppe Livio “Perfect Volcano” – in programma per le 17.30 di sabato 5 luglio – l’artista catanese consegnerà in dono alComune di Catania “After”, un’opera del nuovo ciclo pittorico che, selezionato dal curatoreFrancesco Lucifora, sarà ancora visitabile a Palazzo della Cultura fino alle ore 13 dell’indomani,domenica 6 luglio.

A ricevere l’omaggio di Livio, sarà l’assessore comunale ai Saperi e alla Bellezza condivisaOrazio Licandro.

A spiegare i motivi della scelta è il curatore. “After – dice Lucifora – è il simbolo tangibile dell'ultimo sentimento di Livio nei confronti dell’Etna, parte di un paesaggio che sta vivendo profonde modificazioni visive ed umane. Una visione, protagonista della mostra “Perfect Volcano”, prima offuscata, poi netta che accoglie i tragici approdi e la vita stessa di ognuno di noi. E' la visione interna di chi ama la sua terra nonostante tutto e quella esterna di chi questa terra vede per la prima volta e dal mare, come i naviganti di tutti i tempi, individua e prova soggezione e stupore alla vista di sagome antichissime, scure e imponenti”.

 

Notizie sulla mostra

La mostra di Giuseppe Livio “Perfect Volcano”, a cura di Francesco Lucifora, è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Catania, Assessorato ai Saperi e alla Bellezza condivisa, e realizzata con la partnership scientifica dell’Accademia di Belle Arti e del CoCA – Center of Contemporary Arts di Modica (Rg).

Una ventina le opere esposte a Palazzo della Cultura dal 20 giugno e fino al 6 luglio:  tutte inedite e frutto della frenetica attività creativa dell’artista in questo primo scorcio del 2014. “Mi sono concentrato – dice Giuseppe Livio –  sul segno, sulla potenza espressiva del bianco e nero che arriva a vincere sul colore, da sempre protagonista del mio lavoro; e infine sulla materia, il legno”.

                “Per Livio – scrive Lucifora in catalogo – ‘Perfect Volcano’ è un momento decisivo, una fase di aumentata consapevolezza sulla sua pittura che coincide con una nuova produzione divisa in due blocchi: pittura nera su legno e calcografia bianco su bianco. Un contrasto di colori e materiali che viaggia verso la definizione di un vulcano perfetto. Che non è soltanto l’Etna – continua Lucifora – ma ogni elemento naturale permanente, simbolo di una presenza costante che accompagnal’umano al futuro”.

Alla mostra “Perfect Volcano” è dedicato un catalogo di nuova concezione con l’intervento del curatore, la cura editoriale della fotografa Oriana Tabacco e il progetto grafico di copystudio, è a ingresso gratuito e sarà visitabile fino al 6 luglio. Orari: da lunedì a sabato 9-13, 15-19. Domenica 9-13.

 

L’immagine dell’invito è l’opera: Deep Head, tecnica mista su tavola (2014)

 

Giuseppe Livio

Biografia

Giuseppe Livio nasce a Catania nel 1975. Conclusa l'Accademia di Belle Arti, dove si laurea in scultura, la vicinanza con Antonio Brancato, suo docente, porta a una collaborazione per la realizzazione di un importante monumento bronzeo per il comune etneo di San Giovanni La Punta. Questi sono anni ricchi di stimolanti sollecitazioni artistiche con particolare riguardo all’acquisizione delle diverse tecniche incisorie e il conseguente approccio alla stampa. Preziosi i rapporti con diversi artisti tra cui Gianbecchina, Salvatore Incorpora, Sebastiano Milluzzo, Elio Romano.

Nel 1994 apre il suo studio-pensatoio a Catania, nel quale realizza opere scultoree, pittoriche e calcografiche. Interessato alla forza della materia, Giuseppe Livio accetta alcune committenze che lo portano alla realizzazione di sculture in legno e in terracotta. Tra il 1990 e il 1997 matura la sua idea di pittura intesa come un fatto pienamente privato ma con possibili esiti pubblici e condivisi, una forma di esibita intimità, sentendo forte l’esigenza di sconfinare al di là della compostezza di un accademico formalismo e ritrovarsi nel segno libero e sporco e di valenza espressionista.

Nel 2001 il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento per Disegno e Storia dell’Arte lo porta ad Istanbul. La permanenza nella città turca unitamente a numerosi viaggi in Cappadocia e in altri luoghi della Turchia lo porta a vivere situazioni contrastanti e differenti. Il richiamo a Istanbul è evidente nelle opere in cui una certa narrazione indica un valore laico, mistico e corrispondente allo stupore dello sguardo dell’uomo occidentale rispetto all'incontro con una cultura non conosciuta prima. In antitesi al chiasso della metropoli, la Cappadocia, con il suo silenzio ed isolamento dal tempo, suggerisce l’esito quasi monocromo dalle tinte polverose e terrose di molti suoi lavori. Dal 2006 è docente di Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico Federico Enriques di Roma. Coordina una sezione di scultura del progetto “La Porta della Bellezza” di Librino a Catania e una sezione di pittura del progetto “La Grande Madre” per il Policlinico di Catania. Una sua grande opera calcografica – a unica scena e stampata a mano – lo vede partecipare al “Rito della Luce”, progetto della Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti.