Saggezza Siciliana: “Lunga vita all’imperatore!”. Una leggenda popolare narra che l’imperatore Nerone un giorno si travestì da bracciante ed andò in giro per il suo impero in incognito per saggiare personalmente l’umore del popolo. Appena sbarcato in Sicilia in compagnia del saggio Seneca, andò subito a mescolarsi tra la gente, unendosi a gruppetti di siciliani agli angoli delle strade e partecipando attivamente alle conversazioni, e quando domandava che cosa pensassero del loro imperatore, ne sentiva di cotte e di crude. Tutti si lamentavano dell’esosità delle imposte, della durezza della dominazione romana, ma i commenti più acerbi erano riservati principalmente all’imperatore che veniva definito un delinquente, un assassino, un approfittatore. Insomma ovunque fosse andato e con chiunque avesse parlato, non fu in grado di trovare nessuno che dicesse bene di lui e del suo impero. Mentre camminava indispettito e scoraggiato, in una stradina della città,  all’improvviso fu attratto da un’anziana donna seduta davanti alla sua porta di casa che filava, e che mentre lavorava, con una vocina stridula ripeteva: “Lunga vita all’imperatore!”. Nerone incuriosito si fermò ad osservarla pensando di aver trovato finalmente qualcuno che lo apprezzasse. Così si avvicinò e domandò alla vecchietta come mai ci tenesse così tanto all’imperatore, fu così che l’anziana donna gli rispose: “ Mio caro signore, io sono vecchia ed ho conosciuto il suo predecessore, la gente pregava che se ne andasse via al più presto, ma poi subentrò suo figlio che è di gran lunga peggiore di lui. Ecco perché auguro lunga vita a questo imperatore, e per quanto sia cattivo e crudele, chi mi garantisce che dopo non ne verrà uno peggiore di lui? Mio caro signore, al peggio non c’è fine!”.