Il cibo che abbiamo tra le mani è scaduto. Che fare, mangiarlo comunque o buttarlo via? "La data di scadenza indica il momento fino a cui il produttore garantisce la massima qualità dell’alimento", spiega al "Corriere della Sera" la specialista in medicina interna e nutrizione Sara Farnetti. I suoi consigli sono tanto semplici quanto importanti:

"Alcuni cibi possono essere consumati anche dopo e sono quelli che sull’etichetta riportano la scritta 'da consumarsi preferibilmente entro'. Questa dicitura indica che il prodotto avrà le caratteristiche organolettiche migliori entro quella data, ma non significa che in seguito debba essere gettato. Riso, pasta e farina, per esempio, perderanno un po' di consistenza, ma non faranno male. Bisogna solo stare attenti alla conservazione: in luogo fresco e asciutto. La cottura, in ogni caso, elimina eventuali batteri. Questi alimenti vanno buttati solo in presenza degli insetti".

Ecco alcuni esempi:

1. Pasta fresca
Quella confezionata ha come data di scadenza riportata sulla confezione 30 o 60 giorni. Si può consumare fino a 5-6 giorni dopo senza rischi, previa cottura.

2. Biscotti, cracker e prodotti da forno
Essendo secchi, biscotti, cracker e grissini non presentano rischi se mangiati dopo la data di scadenza: perderanno aroma e fragranza, ma senza problemi per la salute. Bisogna solo essere certi che le condizioni di conservazione siano state corrette.

3. Frutta e verdura
L’insalata in busta ha una scadenza di 7 giorni, ma è meglio consumarla prima, entro il quinto giorno, perché il rischio che si deteriori è alto. Per quanto riguarda i prodotti freschi, bisogna osservarli (colore della buccia, stato del picciolo, stato delle foglie) e valutare di caso in caso.

4. Latte e yogurt
Il latte fresco si può consumare anche uno o due giorni dopo la scadenza (che di solito è di 7 giorni), lo yogurt può essere mangiato anche una settimana dopo la scadenza (di 30 giorni), ma più si aspetta più il contenuto in fermenti lattici diminuisce.

5. Uova
Le uova hanno una scadenza di 28 giorni ma il consiglio è di anticiparla a 20 per evitare il rischio di salmonella.

6. Affettati
Quelli in vaschetta durano dai 30 ai 60 giorni. La scadenza va rispettata per evitare l’insorgenza di batteri.

7. Salmone
In questo caso la scadenza va anticipata: invece dei 30-40 giorni indicati, meglio consumarlo una decina di giorni prima per evitare l’insorgenza di batteri come la listeria.

8. Salse e conserve
Le salse come la maionese vanno consumate entro la data di scadenza, perché hanno ingredienti a rischio come le uova. Le conserve pure, per mantenere l’equilibrio degli ingredienti meglio rispettare la scadenza.

9. Scatolame
Difficilmente le scatolette diventano immangiabili, anche dopo la data di scadenza. L’unico accorgimento è non mangiare il contenuto di quelle ammaccate perché l’ammaccatura potrebbe nascondere un foro, e quindi il prodotto non sarebbe più sicuro.

10. Formaggi
Per quelli stagionati non ci sono problemi, fino all’insorgenza delle muffe si possono mangiare. Quelli freschi come ricotta o robiola, invece, devono essere consumati prima della scadenza indicata (di solito scadono a 25-30 giorni, meglio consumarli 5-7 giorni prima).

11. Succhi di frutta
La scadenza va rispettata altrimenti irrancidiscono.