La Sicilia non è solo la terra del sole, del bel tempo, del tepore, ma è la palestra “d’esercizio” della natura meteorologica proprio perché attraversata dalla più estesa rappresentatività di scenari meteorologici mediterranei ad incrocio, nello spazio e nel tempo, nei tre lati del triangolo Sicilia. E la Sicilia del sole possiede anche lo scenario di brutto tempo di bassa pressione ciclonica. Se così non fosse la Sicilia non sarebbe la terra che, al centro del Mediterraneo , raccoglie la vasta gamma di tipologie meteorologiche, da cui la significatività apicale del clima mediterraneo ed a seguire la plurale ricchezza dei suoi prodotti. Al sole prevalente serve la pioggia, al caldo torrido delle vampate estive serve il freddo, al freddo pungente invernale serve il tepore di scirocco e libeccio, alla mutevolezza cangiante della tiepida primavera serve il caldo ed il freddo, al tepore residuo estivo dell’autunno, specie in riva al mare, serve il freddo. Senza il miscuglio di freddo nel caldo, di caldo nel freddo e di tutte le gamme intermedie, tutte, ma proprio tutte, che Sicilia sarebbe? E lei per non far torto a nessuno si è piazzata al punto giusto, per pigliarsi tutti gli assaggini del menù meteorologico, dai freddi ai caldi, che se fosse ancora più a sud sarebbe davvero troppo calda, desertica. Se fosse più a nord sarebbe sensibilmente più fresca. Lo scenario di bassa pressione ciclonica è lo scenario meteorologico grigio, scuro, nuvoloso, piovoso. È lo scenario delle piogge importanti, consistenti, le grandi piogge. Ci troviamo sotto una depressione ciclonica a rotazione antioraria dei venti attorno ad un centro di bassa pressione. È lo scenario opposto a quello del bel tempo di alta pressione anticiclonica. Il Mediterraneo non è solo luce abbagliante e questo è lo scenario anti luce: il cielo si presenta coperto a tappeto da nuvole nebbiose, senza interruzioni o aperture del cielo. È lo scenario nettamente diverso e distinto dagli altri, di vero completo mal tempo: inconfondibile, tutta un’altra scenografia. Non è confondibile per la gente comune e non è confondibile per gli addetti ai lavori che riconoscono facilmente la struttura barica depressionaria che lo determina. 

La bassa pressione è mediamente posizionata nel Mediterraneo centromeridionale, attorno alla Sicilia o nelle immediate vicinanze, sullo Ionio, sul mar libico o sul canale di Sicilia (vedi immagine appositamente selezionata e ritagliata da “NASA Worldview”). In siffatta collocazione della bassa pressione, per la geografia di questa ampia porzione del Mar Mediterraneo, aperto a nord-est e vastamente aperto a est e sud-est, i venti dei quadranti orientali, incidenti su ampia superficie marina, dal Grecale al Levante, allo Scirocco ciclonico, sono predominanti.Questo è lo scenario veramente importante delle grandi piogge consistenti e durature del Mediterraneo meridionale, del Sud Italia e della Sicilia, rispetto all’Italia settentrionale. È una tipologia piovosa strutturalmente un po’ diversa da quella delle piogge del Nord Italia e dell’Europa. In apparente paradosso, gli eventi piovosi importanti del sud, Sicilia, e fascia ionica, quando si presentano nella forma consolidata di mal tempo di bassa pressione, sono persino più duraturi. Il singolo caso può avere maggior estensione temporale, rispetto agli scenari piovosi più frequenti, standard, classici, dell’Italia centro-settentrionale. Cioè gli scenari piovosi dell’Italia centro-settentrionale rientrano più abitualmente nelle traiettorie centrali delle perturbazioni occidentali atlantiche con piogge e interruzioni, cadenzate. Casomai altra perturbazione, altra pioggia e così via.

Questa differenza è un punto cardine per capire i fenomeni. La diversa distribuzione delle “geografie” energetiche a disposizione. Il condensato. Il bacino meridionale del Mediterraneo è geograficamente più aperto ad oriente, con la Sicilia allo snodo, fra il bacino occidentale, il centrale tirrenico, il canale di Sicilia, il Mar Libico, il Mar Ionio e Mediterraneo orientale, più estesi nell’ampio tratto verso il Golfo della Sirte e verso l’Egitto. Nell’occorrenza di basse pressioni, i venti, al meglio delle condizioni predisponenti, esercitano l’azione per una buona superficie marina senza ostacoli orografici di dissipazione energetica. Già la semplice geografica marina attorno la Sicilia annuncia l’alimentazione, per buona parte orientale, dello scenario ciclonico. La combinata sovrapposizione della bassa pressione in questa geografia marina suggerisce, anche al profano, che lo scenario perturbato aperto ampiamente a oriente, è diverso da quello occidentale atlantico del Nord Italia ed Europa. Quale la differenza, cosa cambia? Tutto. Le geografie, le morfologie, fronti e orizzonti, i contorni costieri, le diverse temperature marine. Lo sviluppo, le forme, le geografie terrestri hanno con le “geografie bariche” tipiche e d’abitudine come un rapporto di attrazione e interferiscono fra loro. In tal senso, la distribuzione della “geografia atmosferica”, la “geografia barica”, frequente e ripetuta su “geografie terrestri”, la casistica, l’evoluzione dello sviluppo d’abitudine di singoli scenari sono significativamente indicativi. Le sfere di influenza ricorrenti abbracciano il basso Tirreno, isole Eolie, Ustica, Sardegna, prevalentemente l’orientale, canale di Sicilia, Tunisia, Libia settentrionale, golfo della Sirte, Mar libico, lo Ionio sino alla chiusura geografica dell’arco greco-albano-pugliese. La Sicilia è compresa comunque, per forza geografica, entro questa sfera di influenza tipica, può essere più o meno centrata, ma sempre avvolta per buona parte dallo sviluppo dinamico della bassa pressione.

 

Alcuni concetti e stralci di questo articolo sono tratti dal libro di Giuseppe Cugno Scenari Meteorologici Ambientali Mediterranei – L’unicità del clima mediterraneo. Premio Carver 2014.  Libro che si apre con la prestigiosa presentazione del famoso meteorologo Gen. Andrea Baroni.