01Il monte Kronio, meglio conosciuto come monte San Calogero, è una collina che si trova nei pressi di Sciacca, in provincia di Agrigento.

Costituita prevalentemente da calcare, è una riserva naturale orientata gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Per le sue grotte naturali dalle quali si sprigiona vapore, si presume che il monte possa far parte di un complesso vulcanico d’epoca antica denominato ‘Empedocle’, di cui il monte Kronio potesse essere il comignolo più importante.

Sul suo territorio si trova infatti l’Antiquarium, una struttura di tipo museale costituita da grotte di origine carsica piuttosto note fin dall’Antichità per la loro attività terapeutiche e termali. La più famosa è la cosiddetta Stufa di San Calogero, lunga 9,4 metri e alta circa 4. Dal 1880, il monte è sito termale, ma si suppone che le sue particolari caratteristiche furono già conosciute e sfruttate diversi secoli prima, come luogo di cura per reumatismi, artrite e gotta.
Al suo interno la temperatura varia tra i 36 e i 42° e si suppone sia stata scavata da Dedalo, durante il suo soggiorno in Sicilia dopo la fuga da Creta.

Presso il territorio del monte, si trova anche il Santuario di San Calogero; il monte fu infatti l’ultima tappa del suo soggiorno in Sicilia, e qui, nella notte tra il 17 e il 18 giugno del 571, si dice morì.
San Calogero si dice sia nato a Costantinopoli da genitori Cristiani e che sia vissuto nel I secolo. A Roma, San Calogero ebbe l’ispirazione di evangelizzare la Sicilia, che scelse anche come luogo di eremitaggio. Il Santo arrivò a Lipari e poi a Sciacca, dove visse per ben 35 anni.
Per alcuni invece, San Calogero visse nel V secolo, e si recò in Sicilia per sfuggire alle persecuzioni di cui fu soggetto in Tracia.

La sua vita di eremita proseguì per diverso tempo, e per lo stesso tempo, la sua fama di evangelista crebbe, di pari passo con quella di taumaturgo, noto per prestare cure agli ammalati tramite l’uso di acque sulfuree. Sbarcò prima a Lilibeo (Trapani), poi vagò come eremita e guaritore, per molta parte della Sicilia, riparandosi presso le grotte e nelle antiche necropoli che incontrava sul suo cammino.
Il suo culto è particolarmente sentito presso Sciacca, che lo celebra il martedì dopo la Pentecoste.

Il giorno antecedente e il giorno stesso della Festa, i cittadini organizzano un pellegrinaggio presso il monte Kronio, dove, nella Basilica Santuario del 1530, è custodita la statua ad opera di Antonello e Giacomo Gagini. Dopo la messa, i fedeli si preparano per la messa a punto della Santa processione che si terrà in serata. Oggi, le spoglie del Santo riposano in una cassa lignea conservata presso la Chiesa Madre di Frazzanò, nel territorio della Diocesi di Patti, assieme a quelle del patrono della città, San Lorenzo.

Autore | Enrica Bartalotta