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SELINUNTE. È soprannominato mani volanti per la velocità vertiginosa con cui le sue dita danzano sui tasti: nato a L’Havana ma subito cittadino del mondo, Jorge Luis Pacheco si è imposto subito all’attenzione mondiale non solo per la sensazionale tecnica virtuosistica ma anche per lo spessore di scrittura, per l’abilità anche come percussionista e cantante e, soprattutto, per una estrema duttilità che gli consente di esprimersi sempre al massimo sia che si esibisca in solitario sia con organici jazzistici o sinfonici. Nel concerto che lo vede domani sera (20 luglio) alle 21 al Parco archeologico di Selinunte, sarà in trio al fianco del batterista cubano Ray Ponce e del bassista cosmopolita Big Papa. Insieme si preparano ad una serata indimenticabile sullo sfondo dei templi di Selinunte. Virtuosismo ad alta tensione, senso ritmico afro-cubano e una presenza scenica che crea un feeling immediato con il pubblico: Pacheco e i suoi compagni di viaggio attraverseranno i brani più amati della musica cubana e latina (son, bolero, cha-cha-cha, mambo, descarga) in chiave Latin Jazz, alternando classici riconoscibili e composizioni originali.

Martedì (21 luglio) alle 21 al Baglio Florio nel Parco di Selinunte va in scena “Il giardino nel deserto”, concerto narrato che intreccia musica e memoria per ricostruire la storia di una famiglia siciliana emigrata in Libia alla fine degli anni ’20 e l’esodo degli italiani da Tripoli. La voce narrante è di Mariza D’Anna, le note del duo pianistico Biondi-Brunialti con il soprano Sara Di San Teodoro. Si racconta l’epopea di una famiglia partita dalla Sicilia negli anni della colonizzazione italiana della “Quarta sponda”. Il bisnonno Francesco, imprenditore intraprendente, ottiene in concessione vasti terreni desertici e incolti, e li trasforma in una fiorente azienda agricola. La storia familiare si lega alle vicende libiche, alla repressione coloniale e alla deportazione delle popolazioni ribelli, fino al colpo di Stato di Gheddafi nel 1969 che provoca l’espulsione di ventimila italiani. Tra loro anche la bambina che è la voce narrante del racconto. Il testo è tratto dai romanzi autobiografici «Il ricordo che se ne ha» (2017) e «La casa di Shara Band Ong Tripoli» (2021) di Mariza D’Anna.

I due spettacoli fanno parte del programma monstre di Selinunte Estate curato dal Parco di Selinunte diretto da Felice Crescente e da CoopCulture che hanno bandito una open call a cui hanno risposto oltre cento artisti e compagnie: quasi 60 spettacoli, danza, talk, teatro e musica in spazi diversi del Parco archeologico e di Cave di Cusa. Biglietti al botteghino del Parco, info sulle pagine social del festival e sul sito www.coopculture.it dove sono disponibili anche tutte le schede degli spettacoli in rassegna.

Lunedì 20 luglio, ore 21 – Mani volanti: Jorge Luis Pacheco in trio

 Martedì 21 luglio, ore 21 – Il giardino nel deserto di Mariza D’Anna