La setticemia, o sepsi, uccide 10 volte più dell'infarto, una volta ogni 3-4 secondi. È la principale causa di morte da infezione nel mondo, sebbene esistano da anni i vaccini e gli antibiotici per contrastarla. Inoltre il numero dei deceduti continua ad aumentare: i ricoveri per sepsi sono più che raddoppiati negli ultimi 10 anni, come sottolinea il sito "Lettera43". Il morbo affligge ogni anno circa 20-30 milioni di persone in tutto il mondo e ha una mortalità altissima, tra il 20% e il 40% dei casi. Ecco nel dettaglio quali sono le 10 cose da sapere sulla malattia.

1. Che cos'è: grave risposta infiammatoria a un'infezione
Si manifesta quando la risposta infiammatoria dell'organismo a una qualsiasi infezione si aggrava danneggiando tessuti e organi. L'infezione, inizialmente locale, si diffonde in tutto il corpo, superando i meccanismi di difesa: i germi entrano in circolo scatenando una risposta sistemica che deteriora le funzioni degli organi. Quando questi vengono compromessi o smettono di funzionare del tutto si ha uno choc settico che può portare alla morte.

2. Cosa la può causare: polmonite e guai a reni e addome
Potenzialmente ogni infezione può peggiorare e diventare sepsi, ma le cause più diffuse sono la polmonite e le infezioni addominali, renali e del sangue. Gli esami che possono essere effettuati per verificarne la diffusione sono gli esami del sangue, gli esami delle urine e il controllo delle secrezioni delle ferite.

3. I soggetti più esposti: bambini e anziani
Colpisce soprattutto le persone con un sistema immunitario debole. Per questo motivo sono i bambini e gli anziani ad ammalarsi più frequentemente. Su circa 20-30 milioni di afflitti dalla sepsi a livello globale, oltre 6 sono neonati e bambini sotto i 12 anni, mentre sono più di 100 mila le donne ad ammalarsi dopo aver partorito. A rischio anche coloro che hanno un sistema immunitario compromesso o malattie croniche come per esempio il diabete.

4. I sintomi: 38 di febbre e difficoltà respiratoria
L'alto tasso di mortalità dipende anche dalla tardiva diagnosi, dovuta alla difficoltà di individuare subito l'infezione. I sintomi della sepsi spesso non sono immediatamente identificabili e vengono confusi con quelli di malattie comuni, come per esempio l'influenza: febbre superiore ai 38,5 gradi, elevata frequenza cardiaca e difficoltà respiratoria. Col passare delle ore si può manifestare anche un drastico abbassamento della pressione sanguigna.

5. L'importanza della diagnosi: cruciale agire entro le prime 12 ore
Per contrastare subito il diffondersi della malattia è fondamentale una rapida diagnosi e un immediato ricorso alle cure. Dopo le prime 12 ore dall'insorgenza dei sintomi, ogni ora di ritardo nella somministrazione della corretta terapia antibiotica fa aumentare il rischio di morte del 7%.

6. Il numero dei casi in Italia: 250 mila, aumentati del 108% in 10 anni
Anche in Italia i casi di sepsi sono numerosi, 250 mila, ma a preoccupare è soprattutto l'aumento delle persone colpite: dal 2000 al 2010 l'incidenza di sepsi è aumentata del 108%, quindi più che raddoppiata. Anche nella nostra penisola la conoscenza della patologia è molto limitata rispetto ad altre, come ictus, infarto e cancro.

7. I luoghi più a rischio: spesso si contrae in ospedale
La setticemia si manifesta spesso nei pazienti già ricoverati in ospedale o in quelli appena usciti dopo un intervento chirurgico. Arrivati nelle strutture ospedaliere con un'infezione locale, i pazienti vengono curati con gli antibiotici, che però non sempre sono in grado di contrastare l'eventuale diffondersi della sepsi. Diventa a quel punto necessario un altro intervento chirurgico o il ricovero in terapia intensiva.

8. I motivi della diffusione: maggiore resistenza ad antibiotici e vaccini
Uno dei motivi del crescente diffondersi della malattia è la sempre maggiore resistenza ai vaccini e agli antibiotici. Molti tipi di batteri sono diventati in grado di resistere ai farmaci (soprattutto agli antibiotici, a causa anche dell'abuso di questo tipo di farmaco) o alle cure prima in grado di debellarli, riuscendo a diffondersi con rapidità causando la sepsi. Anche l'aumento dell'età della popolazione è una causa della crescita dei casi clinici, essendo gli anziani più esposti verso questa patologia.

9. Un semplice metodo di prevenzione: lavarsi le mani
Il modo più efficace per prevenire l'infezione è molto banale, ma fondamentale: l'igiene delle mani svolge un ruolo centrale nella prevenzione delle infezioni. Lavarsi accuratamente le mani è il singolo fattore più importante nel ridurre il rischio di sepsi in strutture sanitarie e nella vita di tutti i giorni. Ben un caso di setticemia su cinque può essere evitato semplicemente attraverso il rigoroso rispetto delle norme igieniche.

10. Primo evento in streaming: conferenza con 70 specialisti
Pochi giorni prima della giornata mondiale, l'8 e il 9 settembre, si è svolta la prima conferenza mondiale online sulla sepsi. Durante la conferenza sono intervenuti oltre 70 specialisti a livello mondiale su diversi temi tra cui la prevenzione, i sintomi e l'epidemiologia della sepsi.