È allarme per l'arrivo in Italia delle cimici marmorate asiatiche: sono particolarmente pericolose perché molto prolifiche (depositano 300-400 uova a testa almeno due volte l'anno). Stanno già rovinando pere, mele, kiwi, uva, soia e mais nel Nord. A favorirne la diffusione, spiega Coldiretti, è stato un autunno particolarmente caldo, con la moltiplicazione degli esemplari che non hanno in Italia naturali antagonisti. Il problema rende molto difficile la lotta agli insetti, che sanno volare per lunghe distanze alla ricerca di cibo e si rifugiano in luoghi chiusi o riparati, per raggiungere le piante per alimentarsi.

'Halyomorpha halys, la cimice asiatica, è un insetto originario dell'Estremo Oriente che è stato accidentalmente introdotto negli Stati Uniti negli anni Novanta, come sta succedendo adesso nel nostro Paese. Raggiunge 1,7 centimetri di lunghezza e ha una forma a scudo. Sul lato inferiore è di un marrone che, sulla parte posteriore, diventa grigio, bianco, nero, rame o bluastro. Le zampe sono marroni con chiazze bianche. È un insetto infestante che può causare estesi danni alla frutticultura e all'ortoicoltura. Contro l'invasione delle cimici asiatiche sono stati sviluppati alcuni feromoni artificiali che possono essere utilizzati da esca per le trappole: alcune disinfestazioni effettuate a tappeto nei campi sono risultate efficaci.