ImmagineLa graziosa cittadina di Vicari sorge a pochi chilometri da Palermo e vi si giunge abbastanza agevolmente percorrendo la strada  a scorrimento veloce per Agrigento. L’uscita che va imboccata è quella che si trova in zona Borgo Manganaro, poco prima di Lercara Friddi, da dove è possibile anche raggiungere i centri di Alia e Roccapalumba; per giungervi occorre immettersi sulla provinciale 84 che sulla destra incomincia a scendere verso l’abitato di Vicari. Il fondo stradale non  è dei migliori ma la meta  si raggiunge comunque dopo pochi minuti. Qui, tra le altre cose di non certo minore interesse, mi piace segnalarvi questa altra piccola perla di quella  Sicilia “nascosta” che, fuori dalle grandi attrattive turistiche, ne ricorda comunque il passato e la immensa storia. Ai limiti del nucleo storico, in una zona periferica di moderna urbanizzazione nel quartiere detto della Ciprigna, sorge nella omonima via la Cuba Araba di Vicari detta appunto “a cuba ciprigna”.  Il manufatto in pietra, alto non oltre un paio di metri, ci ricorda come anche in questo territorio sia possibile trovare traccia di quella grande civiltà che ha lasciato impronte indelebili nella nostra terra.  La cuba di Vicari o Ciprina, da cui appunto il nome al quartiere,  si trovava fino ad alcuni decenni fa in aperta campagna; poi l’espansione abitativa del centro l’ha praticamente inglobata tra le moderne costruzioni, ed è forse anche per questo che essa salta immediatamente all’occhio. La costruzione è tipica delle architetture arabe con la classica cupola che poggia su quattro archi ogivali. Di detta costruzione non se ne conosce con certezza l’uso, ma è probabile che essa fosse una cisterna e facesse parte della rete idrica dell’acquedotto arabo. Vale la pena proprio ricordare che gli arabi furoni i primi che a Palermo grazie ai loro muqanni, operai esperti in materia idraulica, dotarono le case della città di pozzi per l’approvigionamento idrico con il sistema dei cosiddetti qanat, ovvero con quei cunicoli che ancora oggi in siciliano chiamiamo con il nome di cunutti.