01Quando i Greci arrivarono in Sicilia nel 756 a.C., non trovarono una terra triste e desolata. Prima della nota colonizzazione, la Sicilia fu infatti abitata da diverse popolazioni e questa fu la conformazione politica che i Greci si trovarono davanti: i Sicani nella Sicilia meridionale e occidentale, i Siculi nella parte Orientale e gli Elimi nella regione nord-occidentale. Ai Fenici toccò innanzitutto il predominio delle isole e di tutta la zona costiera occidentale.

Le poche e frammentarie notizie storiche sui Sicani sono giunte fino a noi dai Greci. Sono comunque molti gli storici, latini e greci, che concordano col fatto che i Sicani fossero di origine iberica. Secondo lo storico Timeo, i Sicani erano invece una popolazione autoctona, dedita all'agricoltura, che occupò in origine l’intera Isola, andandosi a rifugiare solo in seguito nella sua parte occidentale, a causa di una forte eruzione dell'Etna. La zona a Est del fiume Salso, venne dunque in seguito occupata dai Siculi.

I Siculi erano un drappello di genti che appartenevano ad un popolo indoeuropeo di origine italica, che si pensa raggiunse le coste della Sicilia attorno al XV secolo a.C. Testimonianze della presenza dei Siculi, ci arrivano dal Diodoro Siculo, uno storico del I secolo a.C., e parlano addirittura di conflitti e trattati tra i Siculi e Sicani. In seguito, lo storico greco Dionigi di Alicarnasso formulò l’ipotesi secondo cui i Siculi fossero la prima popolazione che abitò i pressi di Albalonga, la zona dove poi nacque Roma.
La popolazione dei Siculi diede vita agli insediamenti su cui poi sorsero l’attuale città di Mineo (presso Catania) e di Morgantina (in provincia di Enna). A loro appartengono anche i siti archeologici di Palikè e Pantalica, il primo è sotto la giurisdizione catanese, ed è oggi parte del territorio del comune di Mineo, l’altro cade in provincia di Siracusa. Secondo Filisto di Siracusa, riportato da Dionigi di Alicarnasso, i Siculi furono in realtà popolazioni Liguri che abitavano la Penisola; essi passarono in Sicilia guidati dal re Sikelòs figlio di Italos, da lì la denominazione di ‘Siculi’ che, in seguito, avrebbe dato alla regione il suo nome di ‘Sicilia’.

Intorno al XII secolo a.C., l’arrivo di esuli dalla Penisola portò alla mescolanza tra le genti sicane e una nuova popolazione, parte di un diverso ceppo culturale. Le origini degli Elmi sono sconosciute; si presume derivino dalla mescolanza di popolazioni autoctone con popolazioni egee, e forse liguri. Sembra certa comunque la loro origine non greca. Gli Elmi si fecero carico della fondazione delle antiche città di Elima, Erice, Entella, situata nell'entroterra palermitano, Iaitias nata su uno promontorio che domina l’odierna città di San Giuseppe Iato e Segesta (oggi nel comune di Calatafimi), dove sorge l’antico tempio.

Dagli scritti di Dionisio di Alicarnasso, si deduce che nella zona in cui sorse Erice, abitasse un’altra popolazione, che viveva in armonia con i Sicani, probabilmente parte di una colonia troiana. Secondo invece Tucidide, gli Elimi erano fuggiti da Troia dopo che la città venne distrutta. Per evitare di essere catturati dagli Achei, un gruppo di loro scappò intraprendendo un lungo viaggio attraverso il

Mediterraneo. Anche Plutarco sostiene le origini troiane dei Segestani; sono molte invece le fonti che parlano di una possibile origine anatolica.

A presidio di tutta la costa occidentale, c’erano i Fenici. Sotto la loro dominazione ricadevano i promontori affacciati sul mare e le isole adiacenti. In seguito all’arrivo degli Elleni, i Fenici iniziarono a spingersi sempre più nell’entroterra, accanto agli Elimi. Abbandonate quasi tutte le coste si tennero i presidi di Mozia (sull’Isola di Pantaleo, presso lo Stagnone), Solunto (sulla costa di fronte Capo Zafferano) e Panormo, l’odierna Palermo. In seguito venne fondata anche Lilibeo, dove sorge oggi Marsala. Solunto fu presidiata dai Cartaginesi per un intero secolo, e distrutta dai Greci, che la rifondarono interamente in un sito ben distante all'originario accampamento fenicio. Il luogo scelto dai Fenici era di grossa importanza strategica, sia per la vicinanza agli Elimi, sia perché accorciava di molto i tempi di viaggio tra Cartagine e la Sicilia.

Dalla tradizione storica, ci arrivano anche le testimonianze della presenza dei Morgeti, una popolazione di cui però non si hanno grandi notizie né dettagli, nemmeno l’epoca precisa del loro insediamento in Sicilia. Unica nota di sorta delle documentazioni a nostra disposizione, è sicuramente la città di Morgantion, il cui fondatore sarebbe stato Morgete, successore di Re Italo. Morgete governò l'Italia (l'attuale Calabria), sino a quando questa non fu invasa dai Bruzi.

Autore | Enrica Bartalotta

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