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Cinquantadue anni, in magistratura da 22, oggi pubblico ministero di punta della procura di Palermo rappresenta l’accusa nel processo per la trattativa Stato – mafia. La città ha imparato ad amarlo quando, dopo essere stato minacciato pubblicamente e ripetutamente dal boss dei boss Totò Riina, durante una manifestazione di piazza, ha deciso di scendere fra la gente per ringraziare personalmente chi aveva scelto di sostenere lui e l’intera procura. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva preso in esame la possibilità di trasferirlo in una località segreta con l’intera famiglia ma lui ha anticipato tutti: “Resto al mio posto – ha detto – non fuggo davanti alle minacce”.