Quello dei selfie sembra essere una mania senza fine e le statistiche parlano chiaro. Ad esempio su Instagram pare ci siano oltre 3 milioni di foto identificate con la parola “io”, 187 milioni con “me” e 73 milioni con “selfie” e il più delle volte i protagonisti di questi scatti sono gli adolescenti. Sul web è chiara come la luce di un flash che non c'è più posto per l'imbarazzo o la riservatezza e sempre più spesso ci ritroviamo a mettere like ad autoscatti tanto originali, quanto pericolosi!

Direttamente dalla Russia arriva lo stop ai selfie estremi, un chiaro avvertimento lanciato dal Ministero dell'interno russo mirato ad esortare la gente ad essere più prudente.

Un selfie figo può costarvi la vita

Ecco lo slogan con cui la polizia russa richiama l'attenzione di tutte quelle persone che non riescono a fare a meno di scattarsi selfie estremi, a costo di mettere a rischio la propria vita. La stessa polizia ha così diffuso dei volantini, aventi per oggetto delle immagini stilizzate per segnaletica stradale con divieti più che espliciti. La campagna di sensibilizzazione vieta ad esempio:

  • Selfie estremi sui binari ferroviari;

  • Selfie sui ponti;

  • Selfie sui cornicioni dei tetti;

  • Selfie lungo autostrade trafficate;

  • Selfie con armi in mano;

 

A tal proposito, una consigliera del Ministero dell'Interno, Elena Alexeieva, ha raccontato:
Purtroppo abbiamo rilevato recentemente che il numero di incidenti che coinvolgono gli amanti dell'autoritratto fotografico è in aumento costante. Dall'inizio dell'anno si sono stati centinaia di feriti e decine di incidenti mortali."
Basti pensare alla ventunenne Anna K. Caduta da un cavalcavia, volando giù dall'altezza di 15 metri, o a un giovane ragazzo rimasto gravemente ferito per aver scattato una foto con una pistola in mano; o ancora ad un adolescente di Riazan morto fulminato dopo aver toccato dei cavi elettrici, mentre tentava un autoscatto su un ponte ferroviario.
La consigliera Alexeieva ha poi aggiunto:
"Prima di scattare un selfie tutti dovrebbero pensare che la corsa al 'I like' può portare alla morte e che la loro ultima foto in condizioni estreme potrebbe essere pubblicata postuma.”