PALERMO – Si è conclusa la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un uomo di 58 anni che ha tentato di strangolare una dottoressa dell'Unità operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell'ospedale Cervello di Palermo, ritenuta da lui responsabile della morte della figlia ventenne, affetta da una grave forma di neoplasia all'utero. 

I fatti risalgono al 2011: l'uomo era convinto del fatto che il decesso fosse da imputare alla 'scarsa capaità di cura del medico che l'aveva seguita nell'ultimo periodo. Tre giorni dopo il funerale, il 58enne, 'affetto da diversi anni da patologie psichiche, disturbi comportamentali e pulsioni emozionali scarsamente controllate', è andato a chiedere conto e ragione alla dottoressa. 

Una volte di fronte al medico, ha tentato di soffocarla ed è stato necessario l'intervento del personale sanitario. La dottoressa, una volta iniziato il processo 'ha confermato di aver ricevuto le scuse dall'imputato, rinunciando all'azione di risarcimento del danno, rifiutando le scuse pubbliche, raccontando la sua versione dei fatti e chiedendo comunque la punizione del colpevole'.

La perizia ha fatto emergere che al momento del fatto l'uomo non era capace di intendere e di volere: a due anni e mezzo dall'inizio del processo il giudice ha quindi assolto il 58enne dall'accusa di lesioni personali.

Fonte: PalermoToday