Vigne a pochi passi dal mare, altre arrampicate in quota. Pianure, colline, montagne, isole minori. Pochi territori al mondo condensano tanta diversità in un solo vigneto, come invece la Sicilia fa in modo eccellente. E, quest’anno, a interpretare quella diversità al meglio sono stati i vini bianchi. Lo dicono i Tre Bicchieri 2027 del Gambero Rosso: 31 vini siciliani sul gradino più alto della guida Vini d’Italia, con i vitigni autoctoni a bacca bianca tra i protagonisti.
Dietro questo risultato ci sono due vendemmie molto diverse. Nel 2024 caldo e siccità hanno messo alla prova i rossi. Nel 2025 i bianchi hanno trovato la loro forma migliore, sempre più freschi, precisi e legati al territorio. Ci sono comunque i grandi rossi, ma accanto a loro compaiono otto Etna Bianco e cinque etichette di Grillo.
Un continente vitivinicolo difficile da riassumere
Le degustazioni hanno attraversato tutta l’Isola, da Trapani a Pachino, da Agrigento a Messina, fino alle isole minori e all’Etna. La guida stessa ammette che fare una sintesi non è semplice. La superficie vitata siciliana è così estesa da essere paragonata a un vero continente vitivinicolo.
Coste e aree interne, pianure e montagne, vigne affacciate sul mare e altre in quota compongono un mosaico. In questo mosaico clima, vitigni e annate possono dare risultati molto diversi da una zona all’altra.
Rossi 2024, un’annata messa alla prova dal caldo
Sul fronte dei rossi, quasi tutti della vendemmia 2024, la guida segnala un’annata calda e siccitosa. Queste condizioni hanno reso più difficile la maturazione delle uve. In diversi casi i degustatori hanno trovato note vegetali più marcate del solito e tannini a tratti ancora ruvidi, segno di maturazioni non del tutto uniformi.
Il Gambero Rosso invita però a non generalizzare. Altitudine, esposizione, disponibilità d’acqua e suoli hanno prodotto risultati anche molto diversi. Lo dimostrano i grandi rossi dell’Etna, del Faro e del Nero d’Avola presenti nell’elenco dei premiati.
Grillo, Catarratto, Carricante: la stagione dei bianchi
Il giudizio è molto più positivo per i bianchi dell’annata 2025. Secondo la guida, però, non si tratta solo di una buona vendemmia. Quello che fino a poco tempo fa sembrava un potenziale ancora poco compreso sta diventando uno dei fenomeni più interessanti della viticoltura siciliana.
Ogni vitigno racconta questa crescita a modo suo. Il Grillo cambia volto a seconda del territorio e di chi lo interpreta. Il Catarratto si sta liberando dall’immagine di uva da grandi volumi. Il Carricante, sull’Etna, conferma che acidità, tensione e longevità sono possibili anche in un clima mediterraneo.
Anche la domanda crescente per queste etichette, osserva la guida, non dipende solo dalla moda dei vini freschi e facili da bere. Riflette un riconoscimento sempre più ampio del valore dei bianchi siciliani da varietà autoctone.
Tutti i Tre Bicchieri 2027 della Sicilia
Ecco l’elenco completo dei vini siciliani premiati, raggruppati per denominazione.
Etna Bianco
- Etna Bianco A’ Puddara 2024 – Tenuta di Fessina
- Etna Bianco Anthemis 2024 – Monteleone
- Etna Bianco Arrigo 2023 – Alta Mora
- Etna Bianco Contrada Arcuria 2024 – Restivo
- Etna Bianco Contrada Cottanera 2022 – Cottanera
- Etna Bianco Contrada Pietrarizzo 2024 – Francesco Tornatore
- Etna Bianco Muganazzi 2024 – Graci
- Etna Bianco Superiore Contrada Volpare Frontebosco 2025 – Maugeri
Etna Rosso
- Etna Rosso Calderara Sottana 2024 – Girolamo Russo
- Etna Rosso Cavanera Rovo delle Coturnie Contrada Marchesa 2022 – Firriato
- Etna Rosso Contrada Vigna Monte Gorna Vecchie Viti Riserva 2020 – Cantine Nicosia
- Etna Rosso Vigna Barbagalli 2023 – Pietradolce
Sicilia Doc
- Sicilia Acini di Grillo 2025 – Possente
- Sicilia Grillo Firma del Tempo Riserva 2024 – Cantine Fina
- Sicilia Grillo Tasca d’Almerita Whitaker Mozia 2025 – Tasca d’Almerita
- Sicilia Grillo Trisole 2025 – Cantine Birgi – Feudo Stagnone
- Sicilia Kheirè Grillo Riserva 2024 – Tenuta Gorghi Tondi
- Sicilia Nerello Mascalese 2023 – Feudo Arancio
- Sicilia Nero d’Avola Duca Enrico 2022 – Duca di Salaparuta
- Sicilia Nero d’Avola Saia 2024 – Feudo Maccari
- Sicilia Noto Santa Cecilia 2023 – Planeta
Faro, Cerasuolo di Vittoria, Marsala e Pantelleria
- Faro 2024 – Le Casematte
- Faro Palari 2021 – Palari
- Cerasuolo di Vittoria 2024 – Feudi del Pisciotto
- Marsala Superiore Secco 2016 – Francesco Intorcia Heritage
- Passito di Pantelleria Ben Ryè 2023 – Donnafugata
Altre etichette premiate
- Biancoviola 2024 – Aldo Viola
- Grotta dell’Oro 2025 – Hibiscus
- Infatata 2025 – Caravaglio
- Magaggiaro Mandrarossa 2025 – Cantine Settesoli – Mandrarossa
- Zibibbo 2025 – Barraco
Un’isola da leggere anche in bianco
I numeri rendono evidente la tendenza. L’Etna da solo conta otto bianchi premiati, e il Grillo compare in cinque etichette. Accanto a loro restano i nomi storici del Faro, del Marsala e del Passito di Pantelleria.
La conclusione della guida è che, in una terra da sempre associata al sole e al calore, sono proprio i bianchi a raccontare meglio la varietà dei suoi vigneti. Non sono più comprimari dei grandi rossi. Sono invece una chiave per capire il presente del vino siciliano e, probabilmente, anche una parte importante del suo futuro.
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