Il mio non vuol certo essere un suggerimento, ne tanto meno un consiglio, nei riguardi di chi, stanco di una vita “normale” abbia in qualche maniera deciso di arricchirsi.  Approfitto invece di questo argomento per proporvi un altro antico detto della nostra Sicilia, in questo caso una vera e propria perla di saggezza dei nostri antenati, allorché si spargeva notizia di qualcuno che si era improvvisamente e misteriosamente arricchito.

P’arricchiri ci voli: rubbeca, futteca o toccu di campani

       Cosa intendevano dire i nostri nonni con questa frase anticamente di uso abbastanza comune? Partendo dal presupposto che per diventare ricchi il semplice e soprattutto onesto lavoro non basta, i nostri antenati ritenevano che, qualora ciò fosse avvenuto, il tutto era stato sicuramente frutto di rubbeca, ovvero di ruberie; di futteca, e qui spero ci arriviate da soli, vi aiuto semplicemente dicendovi che in questo caso è riferito  alle donne e quindi capirete; ed in ultimo di toccu di campani. Per tocco di campane si intendevano ovviamente quelle a morto e facevano in questo caso riferimento ad un lascito inaspettato ovvero ad una cospicua eredità.  Come vedete i nostri avi, se pur magari analfabeti, erano comunque dotati di grande acume e trovavano una motivazione in tutto, esternando il loro pensiero in maniera semplice e colorita.