01Fanpage http://goo.gl/PnEgmx Museo Salinas di Palermo

Alla toletta di una donna etrusca di alto rango sembra da riferire questo vaso di uso prettamente femminile; è un particolare tipo di pisside (contenitore per cosmetici o monili) detta nicostenica dal suo “inventore”, il ceramografo Nicostene attivo nella regione di Atene, l’Attica, nel VI sec. a.C. La sua larga diffusione nell’Etruria interna ha fatto ipotizzare che potesse trattarsi di un prodotto creato in Grecia, appositamente per l’esportazione verso il mercato etrusco. Pregevole la decorazione a figure nere che rappresenta temi d’ispirazione omerica: la riconquista di Elena da parte di Menelao e il ritorno dei Dioscuri a cavallo (sul contenitore); la lotta contro il leone nemeo, una delle dodici fatiche di Eracle (sul coperchio). Vi si riscontra anche l’uso, abbastanza comune nella ceramica attica di quell’epoca, di iscrizioni dipinte accanto ai soggetti raffigurati con funzione didascalico-informativa. La conferma che il vaso provenga dalla più monumentale delle necropoli di Chiusi (SI), quella di Poggio Gaiella, il cui tumulo funerario è uno dei maggiori di tutta l’Etruria, è sorprendentemente data, a distanza di più di 160 anni dalla scoperta, da un recente rinvenimento: nel 1994 nel corso degli scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana nell’area della tomba 19 fu ritrovato un piccolissimo frammento a figure nere decorato con parte di un fregio di cavalli al galoppo, che, dopo opportune verifiche, è risultato facente parte del coperchio della nostra pisside e consegnato al Museo in deposito permanente dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. L’opera, attribuita a un artista vicino alla cerchia di Lydos, ceramografo attico specializzato nello stile a figure nere, si data intorno al 530-520 a.C.

In esposizione fino al 31 gennaio 2015 alla mostra "Gli Etruschi a Palermo"; album mostra http://goo.gl/d7uYzJ

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