Gloria Pompili era costretta a prostituirsi da un anno. Non era affatto facile, per lei, ribellarsi ai suoi aguzzini, con i quali peraltro viveva. Si tratta dell'egiziano Saad Mohamed Salem, fratello di suo marito, e della compagna Loide Del Prete, cugina di Gloria. I due in diverse occasioni l'avevano picchiata, arrivando a ucciderla a bastonate il 23 agosto scorso. La tragedia è avvenuta a Frosinone, nel Lazio. Ad aiutare i carabinieri a ricostruire la vicenda è stato l figlio maggiore di Gloria, 5 anni, che da un'automobile ha assistito insieme al fratellino di 3 all'assassinio e ha raccontato la verità, scrive il "Corriere della Sera".

Quella sera i bambini si trovavano proprio nella Bmw degli aguzzini che erano andati a riprenderla dal lavoro. Prima la lite, poi le bastonate. Il bimbo più grande ha raccontato tutto a un operatore della casa famiglia dove è stato portato col fratello. Martedì scorso il capitano dei carabinieri Margherita Anzini ha messo le mani su Loide Del Prete, cugina di Gloria, e sul convivente egiziano Saad Mohamed Salem. "La nostra indagine non potrà riportarla in vita ma servirà a ridarle dignità. Perché questa ragazza, che avrebbe dovuto trovare affetto in quell'ambito familiare, ha subito solo vessazioni e soprusi, fino all'annientamento dell'identità", dice Margherita Anzini.

Gloria Pompili era cresciuta in una casa-famiglia dai 7 ai 18 anni, dopo la separazione dei suoi genitori. I due figli li ha avuti con un giovane rumeno di nome Alex, conosciuto proprio nella struttura. Dopo essere caduta nella rete dei suoi aguzzini, è stata costretta a sposare Eddy, fratello dell'egiziano Salam. "Matrimonio combinato per garantirsi il permesso di soggiorno", accusa ora la mamma di Gloria, Carmela, testimone oculare dei lividi di sua figlia: "Lei negava sempre, anche agli assistenti sociali diceva che lavorava in frutteria ad Anzio con sua cugina e quei lividi se li era procurati cadendo".