LO SPETTACOLO CONDOTTO DA MATRANGA E MINAFÒ DIVENTA UNA BELLA OCCASIONE PER UNA SERATA ALL’INSEGNA DELLA LEGGEREZZA E DELLO STARE INSIEME. GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO
Metti una sera in una Palermo adornata a festa, in un momento storico particolare, in una situazione globale e complessiva certamente non facile per le famiglie. Metti insieme tanti artisti giocherelloni, dissacranti ma senza dissacrazione. Metti insieme le due cose e trova una soluzione che… non c’è. Metti insieme insomma il tutto in una sintesi breve, se volete una goccia nel deserto e cercate di assaporare lentamente quella goccia. Tutti insieme, famiglie intere presi per mano. Nonni con nipoti, papà e mamma con figli al seguito e perfino bimbi in carrozzina. Tutto questo è quello che è successo al Golden di Palermo il 26 dicembre delle feste natalizie 2022-2023.
Il cast è quello collaudatissimo di Sicilia Cabaret che certamente merita tutto il successo che continua ad avere. Un successo per certi versi più grande di quanto si possa immaginare ma che affonda le sue radici nel grande desiderio di leggerezza che tutti noi abbiamo. Diciamolo pure. Si accende la tv e si sente e si vede tutto quello che non vorremmo vedere e quando con il dito magico dello zapping ci imbattiamo in Sicilia Cabaret abbiamo come un rilassamento improvviso degno di una bellissima seduta in una “SPA” che potremmo denominare per l’occasione “Siciliani Per Amore”.
Toni Matranga ed Emanuele Minafò non hanno solo il merito di saper condurre in maniera delicata e mai invadente tutto lo spettacolo ma negli anni hanno avuto quell’intuito di fare emergere tanti artisti, giovani e meno giovani, fornendo loro una grande opportunità e dando agli spettatori un ventaglio multicolore e multiforme che riesce ad arrivare veramente a tanti.
Lo spettacolo riunito nel Natale riprende tutti i successi dell’ultima stagione con le ben note parodie “cabarettiane” che toccano temi attuali senza tralasciare i sempre efficaci stereotipi della tradizione teatrale siciliana popolare. Ecco allora che sul palco si affaccia un simpaticissimo Claudione Di Giovanni nella veste di un Santo Stefano deluso di essere considerato l’emblema del riciclo del Natale e consolato dal Gesù “umanizzato” da Domenico Fazio che non manca di fare riferimenti intelligenti alla situazione mondiale difficile.
L’ingresso delle “Curtigliare” viene accolto sempre con una ovazione. Rappresentano le dicerie del rione, quel parlare e straparlare da “taglio e cucito” dove le parole passano di bocca in bocca e il risultato è ben lontano della realtà. Danilo Lo Cicero nei panni di una Tanina bene in vista nel rione e pronta ad affermare il suo protagonismo; Domenico Fazio è Mimma sorda a convenienza e pronta ad attizzare il fuoco; curiosa per mestiere e interprete perfetta della diceria popolare è Pina impersonata da Giuseppe Stancampiano e Totò Ferraro in Totina che fa da passa parola mettendo lingua su tutto.
Flavio Santangelo fa una parodia bella e ilare del cattivissimo “Saw l’enigmista” trasformandolo in un misero ma certamente più umano improbabile costruttore del male che finisce sempre di essere la vittima dei suoi stessi strampalati propositi.
Rosario Alagna è entrato nel cuore degli spettatori con il suo ossessivo Gianni Lattore che, accompagnato dal bravo Dario Terzo che impersona il suo agente, è il prototipo di chi si lancia nel mondo dello spettacolo senza avere alcun talento. E lo stesso Rosario si presenta nei panni di una “sempre eterna” regina Elisabetta che vive in Sicilia la sua seconda vita libera dalle “catene” del palazzo.
Il simpaticissimo Piero Salerno impersona un Piero Dance che ricalca il trash più “estremista” con testi sempre intelligenti e curati che suscitano continue risate. Il personaggio del venditore francese, impersonato da Michael Guagliardo, diverte con i suoi oggetti stravaganti e con il suo fare simil-elegante da siciliano che ha fatto la sua esperienza oltre confine. Altro elemento originale e di grande effetto è Davide Tusa con il suo scarafaggio e con il mago Plip che piace a tutte le età con le sue magìe fuori da ogni schema.
La famiglia Buttafuori viene fuori da prototipi popolari, visti al contrario, di una famiglia felicemente “assortita” impersonata da Danilo lo Cicero, Rosario Alagna, Daniele Vespertino e Claudione Di Giovanni. E Salvo Palumbo prende in giro i “facili” cantanti neomelodici improvvisati e “felicemente” insistenti.
Dalila Pace, ben conosciuta e ormai navigata nel cabaret “teatrale”, diverte non poco con la sua estetista tanto sgrammaticata quanto simpatica e immediatamente divertente. Altra presenza femminile di tutto riguardo è Loredana Scalia che presenta sempre dei monologhi “leggeri” ma mai banali prendendo in giro l’atteggiamento maschilista della donna oggetto trasformata, “per l’occasione”, in una donna alla ricerca spasmodica di esperienze a sfondo sessuale.
Bravo e divertente Daniele Vespertino con il suo Santino il Santone così come oltremodo divertente è il personaggio del venditore di oggetti assolutamente inutili impersonato da Emanuele Scelta.
Molto bello il monologo di Francesco Rizzuto che viaggia “a raffica” con le sue battute che non lasciano respiro e assolutamente originale il dottor Corona “tamponologo dal 2020” frutto dell’ingegno del bravo attore Antonio Balistreri.
Il trio canoro ha completato con onore uno spettacolo bello, popolare e familiare. Proprio quello che ci voleva!
E infine, come ogni buon spettacolo delle feste, ci sta l’augurio di un anno di serenità e di Pace. Ce lo auguriamo tutti. Così come ci auguriamo di potere godere di momenti di “leggerezza” donati proprio da questa combriccola di matti che è Sicilia Cabaret.
(Calogero La Vecchia)

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