fichiPossiamo considerare i fichi come uno dei frutti mediterranei più conosciuti fin dall’antichità.
Poeti greci e storici latini ne parlano come di un frutto delizioso, cibo di dee, ninfe e illustri matrone.
Eppure oggi, è difficile trovare un negozio di frutta e verdura che li venda, e, anche se lo si trova, si va sicuramente incontro ad una delusione: la frutta è brutta, ammaccata, dal gusto e dall’aspetto neanche paragonabile a quello di un bel fico raccolto direttamente dall’albero.
Il fico, infatti, è un frutto estremamente delicato, che mal si adatta ai moderni metodi del commercio: non sono immaginabili dei fichi stipati dentro una cassetta trasportata per ore da un camion, scaricata e sbattuta nel deposito di un supermercato dove saranno venduti.
“Li ficu si mangianu all’arbulu”(i fichi si mangiano raccogliendoli derettamente dall’ albero) consigliano gli intenditori.
Ho cercato su un motore di ricerca la parola “fico”: la prima immagine che ho visto spuntare è stata quella di un “fico d’India” che ovviamente non ha nulla da spartire con i fichi di cui stiamo parlando.
Forse proprio per evitare questo tipo di errore in alcune zone della Sicilia i fichi vengono chiamati “ficu d’arbulu”.
Esistono tanti tipi di fichi che nel dialetto siciliano prendono vari nomi: dalla “ficuttata” verde, rotonda e dolcissima, alla “catalanisca” appuntita, viola scuro e un po’ meno dolce, alla “bifara”, alla ficazzana”, fino ad arrivare alla “ficu natalina”che, grazie ad una particolare potatura, produce fichi fino a dicembre.
Data l’ estrema deteriorabilità di questo frutto, non c’è l’abitudine di piantarne su grandi estensioni di terreno , gli alberi di fico si coltivano generalmente nel giardino delle villette private o nei vigneti, ed i padroni possono avere la soddisfazione di mangiarli direttamente dall’ albero o di raccoglierne “un panareddru” (panierino in canna intrecciata) da regalare agli amici….
Così, quando si mangia uno di questi frutti deliziosi, oltre a gustarne la bontà, si pensa con affetto alla persoma che ce l' ha offerto, che li ha raccolti per noi.