Quando Carletto Ancelotti, nel 1995, arrivò sulla panchina della Reggiana, in B, non aveva praticamente alcuna esperienza da allenatore, anche se era stato, da calciatore, un centrocampista ordinato e di classe, con una visione di gioco completa e intelligente, ma penalizzato da diversi infortuni. Certo, aveva fatto il “secondo” di Arrigo Sacchi in Nazionale e aveva avuto eccellenti maestri, come Nils Liedholm, ma non aveva mai allenato una sua squadra a quei livelli. In molti storsero la bocca, ma Carletto riuscì a centrare la promozione dalla serie B alla A, primo passo di un percorso professionale vincente in Italia e in Europa.

[Continua la lettura dell’articolo]