vendemmia_chianti_naif”Un’ottima annata. Per quantita’ e qualita”’. Giuseppe Campione, direttore della Coldiretti Sicilia riassume cosi’ le previsioni sull’andamento della vendemmia 2013. Numeri importanti con una produzione, secondo le stime nazionali diffuse dall’associazione, prevista attorno ai 42 milioni di ettolitri. Piu’ 3% rispetto allo scorso anno. Merito anche delle temperature miti che hanno favorito la maturazione delle uve, facendo si’ che gli anticicloni africani che lo scorso anno hanno lasciato a secco l’Italia fossero solo un brutto ricordo. ”L’andamento climatico, le piogge abbondanti dell’inverno che hanno assicurato un buon approvvigionamento idrico per l’estate, la mancanza di brusche escursioni termiche e di umidita’ – spiega all’Adnkronos Vincenzo Cruciata, presidente della Coldiretti di Trapani – hanno reso quella in corso una delle migliori annate degli ultimi anni”. La raccolta delle uve precoci, come alcune partite di pinot e chardonnay, ha dato l’avvio alla vendemmia. ”La prossima settimana – prosegue Cruciata – si iniziera’ la raccolta delle grandi uve rosse, ma le previsioni sono assolutamente rosee”. Un incremento che per il presidente della Coldiretti di Trapani, l’area piu’ visitata d’Europa con i suoi 80mila ettari di vigneti, e’ a due cifre. ”Stimiamo – assicura – un aumento in termini di quantitativi del 10-20 per cento in piu’ rispetto al 2012, con una produzione che potra’ superare in Sicilia anche i 6 milioni di ettolitri, grazie anche alla mancata applicazione quest’anno della misura della vendemmia verde”. Quantita’, ma anche qualita’. Secondo la Coldiretti, infatti, la produzione quest’anno sara’ destinata per oltre il 40 per cento ai 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 59 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg). ”In Sicilia – spiega Cruciata – a soffrire maggiormente sono i vini internazionali come Cabernet e Sauvignon, mentre hanno una buona risposta di mercato gli autoctoni come Grillo, Catarratto, Insolia, Nero d’Avola e Zibibbo, vinificato da tavola da sempre piu’ aziende con buoni risultati”. ”Si tratta di vitigni – prosegue il presidente della Coldiretti di Trapani – che esprimono al massimo il territorio, evocando la storia e la cultura della nostra terra e incassando l’interesse di un numero crescente di appassionati”. Soprattutto all’estero. ”Negli ultimi anni nel mercato italiano – ammette Cruciata – si e’ registrato un calo del 10 per cento nel consumo di vino, complice la crisi economica o fattori culturali come la predilezione per altre bevande. All’estero, invece, i vini siciliani sono molto apprezzati, soprattutto da cinesi, russi ed americani”. ”Quello del vino – spiega Campione – e’ un settore che stiamo valorizzando molto negli ultimi tempi, anche attraverso la creazione, lo scorso anno, della Doc”. Un impegno avviato che richiede ancora molta strada da percorrere. ”Occorre un intervento piu’ deciso per una promozione dei prodotti made in Sicily sul territorio, perche’ ancora in tanti ristoranti dell’Isola i nostri vini non proposti ai clienti – dice – Serve poi una maggiore attenzione all’export e controlli piu’ attenti in tema di tracciabilita’ sui prodotti importati per evitare la concorrenza sleale”. Ma le previsioni della vendemmia 2013 indicano un trend positivo che fa ben sperare. Per il rilancio del comparto, ma soprattutto del sistema Sicilia. ”Agricoltura significa salvaguardia del territorio, delle sue specificita’, ma anche e soprattutto tutela dell’occupazione – conclude Cruciata – Per rimettere in moto l’economia bisogna ripartire da questo comparto, che insieme al turismo e ai beni culturali puo’ costituire il volano dell’economia dell’Isola”.