La prestigiosa selezione di Decanter incorona i migliori vini italiani del 2025. Tra grandi nomi e territori iconici, spicca un’eccellenza dell’Etna che racconta la forza e la maturità del vino siciliano.
Perché l’Etna conquista Decanter?
È molto più di un riconoscimento simbolico. Nella lista dei “Wines of the Year 2025” pubblicata dal magazine britannico Decanter, una delle dieci etichette scelte arriva dalla Sicilia. Lo rivela l’articolo firmato da James Button, Regional Editor for Italy della rivista, che ogni anno passa in rassegna le massime espressioni dell’enologia italiana Vini.
La selezione attraversa l’Italia da nord a sud, dai vigneti alpini dell’Alto Adige fino alle pendici laviche dell’Etna. Un viaggio che conferma la centralità della Sicilia nel racconto contemporaneo del vino italiano.
La selezione di Decanter e il criterio della qualità assoluta
James Button costruisce la sua lista seguendo un approccio rigoroso. Non una classifica commerciale, ma una fotografia autorevole dell’eccellenza. I 10 vini italiani dell’anno 2025 rappresentano territori, stili e storie diverse, unite da una qualità riconosciuta a livello internazionale.
L’approfondimento completo è disponibile su Decanter, all’interno del contributo editoriale dedicato all’Italia. Un riferimento chiave per comprendere il peso della selezione e il suo impatto sul mercato globale.
Tutti i 10 “Wines of the Year 2025” italiani
La lista comprende alcune delle etichette più iconiche del panorama nazionale:
- Franciacorta Cabochon Fuoriserie No025 Brut – Monte Rossa
- Terlaner I Primo Grande Cuvée 2019 – Cantina Terlano
- Barolo Monfortino Riserva 2019 – Giacomo Conterno
- Amarone della Valpolicella Classico 2015 – Bertani
- Barbaresco Riserva Sorì Paitin Vecchie Vigne Serraboella 2020 – Paitin
- Vermentino di Gallura Superiore 2023 – Siddùra
- Masseto 2006 – Tenuta Masseto
- Saffredi 2022 – Le Pupille, Maremma
- Brunello di Montalcino Riserva 2019 – Poggio di Sotto
- Etna Rosso Barbagalli 2020 – Pietradolce
L’Etna Rosso Barbagalli e il valore della Sicilia
A rappresentare la Sicilia è l’Etna Rosso “Barbagalli” 2020 di Pietradolce. Nasce da uve di Nerello Mascalese coltivate ad alberello; si tratta di vigneti pre-filossera caratterizzati da un sottosuolo sabbioso ricco di scheletro, le cui viti hanno un’età media che oscilla tra gli 80 e i 100 anni.
Dopo la raccolta il vino macera a contatto con le bucce per circa 18 giorni e viene pressato; poi si passa alla fase di invecchiamento, svolta per 20 mesi in botti di legno, e all’imbottigliamento.
I luoghi raccontati dal vino: dalla lava ai paesaggi siciliani
Il riconoscimento non riguarda solo un’etichetta. Racconta un territorio. La Sicilia del vino è fatta di suoli vulcanici, colline interne, brezze marine e una biodiversità unica. L’Etna, in particolare, è diventato negli ultimi anni un simbolo internazionale. Un luogo capace di affascinare critica e pubblico, come spesso sottolineato anche dalla stampa anglosassone. Il vino diventa così chiave di lettura del paesaggio. Un racconto che restituisce identità, storia e visione.
L’ascesa del vino siciliano nel panorama internazionale
La presenza di un vino siciliano tra i migliori d’Italia non è un caso isolato. È il risultato di un percorso lungo. Negli ultimi vent’anni la Sicilia ha investito su qualità, denominazioni, sostenibilità e racconto del territorio.
Dall’Etna a Vittoria, da Marsala alle isole minori, il vino siciliano ha conquistato spazio sulle principali guide internazionali. Non più solo terra di grandi volumi, ma laboratorio di stili e interpretazioni. La scelta di Decanter fotografa questa maturità. E la rende evidente a un pubblico globale.
Per la Sicilia, quello di Decanter è un riconoscimento che vale doppio. Perché parla di qualità. E perché rafforza il legame tra vino, territorio e reputazione internazionale. Foto: Depositphotos.com.
