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Non solo ristoranti: nell’aggiornamento 2026 di “50 Best Discovery“, la piattaforma internazionale del gruppo 50 Best, la Sicilia si conferma protagonista con quattro eccellenze. Tra i 57 ristoranti italiani selezionati figurano La Madia di Licata e il Ristorante Duomo di Ragusa Ibla, mentre nella sezione dedicata alle cantine compaiono due nomi di riferimento del vino siciliano: Arianna Occhipinti e Donnafugata. Un poker di riconoscimenti che racconta bene quanto il territorio isolano sappia distinguersi tra tavola e calice.

Cos’è “50 Best Discovery”

“50 Best Discovery” è la piattaforma con cui il gruppo 50 Best raccoglie il meglio tra hotel, ristoranti, bar e cantine delle destinazioni più interessanti del mondo, ampliando ogni anno l’orizzonte rispetto alle classifiche ufficiali di categoria. Con l’aggiornamento 2026 sono state inserite 75 nuove città in tutto il mondo, oltre 210 nuovi ristoranti, più di 110 bar e oltre 130 nuovi hotel, insieme a quasi 200 nuove cantine entrate per la prima volta nei radar dei 50 Best dalla nascita della classifica, nel 2019.

L’Italia si conferma tra le nazioni più rappresentate, con 140 indirizzi complessivi, terza dietro a Regno Unito (162, in contrazione rispetto ai 206 dello scorso anno) e Francia (196). Una presenza distribuita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, che per la parte ristorativa conta 57 indirizzi.

La Sicilia tra ristoranti e cantine

Per la Sicilia, la selezione dei ristoranti premia due realtà che raccontano bene la varietà della cucina dell’Isola. La Madia, a Licata, guidato dal duo di chef Pino Cuttaia, è punto di riferimento per una cucina che reinterpreta con eleganza gli ingredienti e le tradizioni del territorio agrigentino. Il Ristorante Duomo, a Ragusa Ibla, guidato da Ciccio Sultano, unisce tecnica contemporanea e memoria gastronomica iblea.

Nella neonata sezione dedicata alle cantine, la Sicilia chiude idealmente la rassegna nazionale con due volti molto diversi della scena vitivinicola isolana: l’Azienda Agricola Arianna Occhipinti, tra le realtà più note della scena del vino naturale in Italia, e Donnafugata, tra le cantine più conosciute e riconoscibili dell’enologia siciliana nel mondo.

Quattro presenze diverse per stile e vocazione, ma tutte capaci di raccontare la Sicilia – tra cucina e vino – a una platea internazionale di esperti e appassionati.

La lista completa dei ristoranti premiati in Italia

Milano è la città più rappresentata, con dieci indirizzi che raccontano anime molto diverse: sul fronte dell’alta cucina Cracco, Enrico Bartolini, Seta, Il Luogo di Aimo e Nadia e D’O; tra trattorie contemporanee e format ormai riconosciuti anche fuori città Ratanà, Trippa, Bentoteca, Contraste e Langosteria.

Modena conferma il peso costruito attorno a Massimo Bottura, con Osteria Francescana (oggi entrata tra i Best of the Best dopo le vittorie del 2016 e del 2018), Francescana at Maria Luigia e Al Gatto Verde. Torino schiera Condividere, Ristorante Consorzio e Unforgettable. Tre indirizzi anche per Venezia, con Harry’s Bar, Quadri e Venissa.

Il resto del Nord Italia compone una geografia diffusa tra montagne e campagne: SanBrite a Cortina d’Ampezzo, l’Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler a Brunico, Contrada Bricconi in Val Seriana, La Subida Sirk e L’Argine a Vencò nel Collio, Agli Amici a Udine, Casa Perbellini a Verona, DaGorini a San Piero in Bagno, Dalla Gioconda a Gabicce Monte e il Ristorante Dina a Gussago. Completano il quadro Piazza Duomo ad Alba, Villa Crespi a Orta San Giulio, Da Vittorio a Brusaporto, Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio e Le Calandre a Rubano.

Più raccolta, ma costruita su nomi di grande peso, la presenza del Centro e del Sud Italia. Roma conta sette insegne: La Pergola, Il Pagliaccio, Imàgo, Glass Hostaria, Retrobottega, Ristorante Roscioli e SantoPalato. Firenze risponde con Enoteca Pinchiorri e Gucci Osteria di Massimo Bottura, mentre le Marche sono rappresentate da Uliassi e La Madonnina del Pescatore a Senigallia.

Al Sud, la selezione si concentra tra Campania, Abruzzo e Sicilia. In Campania figurano Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia, Danì Maison a Ischia, Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi e La Torre del Saracino a Vico Equense. In Abruzzo c’è il Reale di Niko Romito. In Sicilia, come detto, La Madia a Licata e il Duomo a Ragusa Ibla.

Una sola pizzeria compare nell’elenco, in un Paese che ha fatto della pizza uno dei suoi simboli gastronomici più riconoscibili al mondo: Pepe in Grani di Franco Pepe, a Caiazzo.

Le cantine italiane in “50 Best Discovery”

Nella nuova sezione dedicata alle cantine, il Piemonte propone Ceretto, Fontanafredda e Marchesi di Barolo, sulle colline langarole. Nel Triveneto figurano Ferrari Trento, Tenuta San Leonardo, la storica Masi e Villa Sandi, tra Trento Doc, Amarone e Prosecco. In Toscana sono censite Antinori, di recente insignita del titolo di Maestro dell’arte vitivinicola italiana, Casanova di Neri e Castello Banfi. In provincia di Avellino figurano Cavalier Pepe e Feudi di San Gregorio. A chiudere la rassegna nazionale, le due cantine siciliane: Arianna Occhipinti e Donnafugata.

Il valore del riconoscimento per la Sicilia

Con 140 indirizzi italiani su una piattaforma che oggi copre decine di Paesi nel mondo, la presenza di quattro eccellenze siciliane — due ristoranti e due cantine — conferma quanto l’Isola sia stabilmente parte delle rotte gastronomiche ed enologiche più seguite a livello internazionale. La Madia, il Ristorante Duomo, Arianna Occhipinti e Donnafugata rappresentano quattro modi diversi di raccontare la Sicilia, tra cucina e vino, consolidando un posizionamento che negli ultimi anni ha visto il territorio guadagnare sempre più attenzione da parte della critica di settore.