Un poliedro sospeso per raccontare la bellezza della diversità e l’identità condivisa del territorio madonita. A Cefalù, oggi, lunedì 26 gennaio, in occasione del convegno “Mediterraneo: mare di pace?”, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato accolto da un’opera simbolica che racconta l’identità profonda delle Madonie, tra arte, comunità e visione condivisa.
Un messaggio di unità, un simbolo di speranza, un’opera corale pensata per raccontare l’anima di un territorio ricco e complesso. A promuovere l’iniziativa è stato il noto maestro pasticcere Nicola Fiasconaro, che ha trasformato un momento istituzionale in un’occasione di dialogo tra cultura, arte e comunità locali. Il risultato è stato il Poliedro delle Madonie, una scultura artistica sospesa che rappresenta i 28 Comuni del comprensorio.
Un poliedro per raccontare la pluralità delle Madonie
Il Poliedro delle Madonie è molto più di un’opera d’arte. È una metafora visiva potente, un inno alla diversità che caratterizza i borghi madoniti. La scultura è composta da 28 facce irregolari, ciascuna con colori e geometrie differenti, per rappresentare simbolicamente ogni singolo Comune.
L’opera è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la famiglia Fiasconaro e l’artista Angela Sottile, originaria di Castelbuono. Il risultato? Un oggetto sospeso, che nonostante l’irregolarità delle sue forme, trova un equilibrio perfetto. Un messaggio chiaro: anche nelle differenze si può costruire armonia.

Intanto vorrei ringraziare l’organizzazione per averci invitato a questo importante appuntamento – ha dichiarato Nicola Fiasconaro –. Le Madonie sono un territorio complesso, fatto di identità diverse ma complementari, che trovano in Cefalù un punto naturale di sintesi e di apertura. Con questo gesto non vogliamo rivendicare nulla, ma chiedere attenzione e ascolto, nel segno di un dialogo costruttivo con le istituzioni”
Il poliedro, presentato durante la prima visita ufficiale del Presidente Mattarella a Cefalù, assume così un doppio significato: è un omaggio personale e, allo stesso tempo, un messaggio collettivo che parte dal territorio e si apre al Paese.
Cefalù: simbolo e snodo strategico tra mare e montagna
La scelta di Cefalù come luogo dell’evento non è affatto casuale. Questo borgo, noto in tutto il mondo per la sua Cattedrale e per la sua storia millenaria, è anche considerato la porta d’ingresso naturale delle Madonie. Un punto di congiunzione tra la costa e l’entroterra, tra il respiro del Mediterraneo e le radici della Sicilia interna.
In questo contesto, l’omaggio al Capo dello Stato si è caricato di un ulteriore significato: Cefalù come cuore simbolico di un territorio che vuole guardare avanti, unito e propositivo.
“Questo omaggio non è soltanto un dono, ma un messaggio: le Madonie ci sono, riconoscono il ruolo delle istituzioni e chiedono di essere guardate come un sistema vivo, capace di visione, coesione e futuro”, ha aggiunto il Cavaliere del Lavoro Nicola Fiasconaro.
Un territorio che chiede ascolto, non privilegi
Le Madonie non avanzano pretese. Non chiedono favoritismi né scorciatoie. Chiedono di essere riconosciute, valorizzate per quello che sono: un territorio vivo, con un’enorme ricchezza storica, naturalistica, culturale e gastronomica.
Il poliedro diventa così un manifesto silenzioso ma potente: un’opera che sintetizza visivamente ciò che le parole spesso non riescono a comunicare. E che porta con sé l’auspicio che possa trovare presto una collocazione ufficiale.
L’iniziativa è già all’attenzione degli enti preposti, e molti auspicano che il Poliedro delle Madonie possa diventare un simbolo permanente dell’unità territoriale, un segnale concreto di dialogo tra i Comuni e lo Stato.
