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Il programma “I luoghi del cuore” del FAI torna a puntare sui territori più delicati del Paese. Il nuovo bando finanzia 20 interventi in 11 regioni con una cifra record da 700 mila euro.

Tra i siti selezionati c’è anche la Sicilia, con fondi destinati all’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, sui Monti Sicani, grazie a una mobilitazione che lo ha spinto ai vertici della classifica nazionale.

Un’Italia più fragile al centro della nuova edizione

L’Italia che sta lontana dalle rotte principali, quella fatta di borghi, montagne e aree interne, torna protagonista con il programma “I luoghi del cuore”. Il FAI ha pubblicato l’esito del bando collegato alla dodicesima edizione del censimento, promosso insieme a Intesa Sanpaolo. I numeri raccontano la portata dell’iniziativa: 20 progetti selezionati in 11 regioni, per un totale di 700 mila euro, la dotazione più alta mai stanziata dal programma.

Questo risultato conferma una linea precisa. Salvare il patrimonio “minore”, quello meno visibile, ma spesso decisivo per tenere insieme identità, memoria e senso di appartenenza.

Venti interventi e una dotazione record da 700 mila euro

Il nuovo stanziamento porta il programma a un livello ancora più concreto. Non solo per la cifra complessiva, ma per l’idea che lo sostiene. “I luoghi del cuore” nasce per trasformare una partecipazione diffusa in progetti reali, capaci di rimettere in sicurezza siti fragili e di restituirli alla comunità.

Con questi interventi, i progetti sostenuti dal programma dal 2003 a oggi salgono a 180. Un percorso lungo, che in molte realtà ha rappresentato il primo passo verso un recupero più ampio, fatto di lavori, nuove collaborazioni e attenzione crescente.

Il bando ha selezionato progetti presentati da luoghi che, durante il censimento, hanno superato la soglia minima di 2.500 voti. Un criterio che valorizza la risposta delle comunità e misura quanto un bene sia sentito e riconosciuto.

C’è un altro dato che pesa: 18 interventi su 20 riguardano piccoli Comuni, aree interne o periferie urbane. Un segnale chiaro. “I luoghi del cuore” continua a rivolgersi a quei patrimoni che spesso restano fuori dai grandi riflettori, ma che rappresentano un tessuto vivo, radicato e ancora pieno di significato.

Anche la Sicilia tra i siti scelti dal bando

Tra i luoghi finanziati compare anche la Sicilia, con un progetto che riguarda l’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina, nel territorio di Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento. L’intervento punta sulla riqualificazione del cortile di accesso al complesso, oggi in condizioni critiche. Il contributo assegnato è di 46.500 euro, su un costo complessivo di 68.500 euro, coperto anche con cofinanziamenti pubblici e privati.

È un passaggio decisivo perché riguarda uno spazio chiave. L’ingresso è il punto che accoglie, guida e introduce alla visita. Metterlo in sicurezza significa proteggere l’esperienza del luogo e, soprattutto, garantire una fruizione più stabile nel tempo.

L’Eremo della Quisquina tra i più votati d’Italia

L’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina ha raggiunto un risultato che lo colloca in alto nella classifica nazionale. Si è piazzato al quinto posto nel dodicesimo censimento con oltre 35.800 voti. Un numero che racconta una mobilitazione ampia e determinata.

Il complesso sorge sui Monti Sicani, immerso in una foresta di querce secolari, a quasi mille metri di altitudine. È legato alla tradizione di Santa Rosalia, che secondo la devozione locale visse qui come eremita nel XII secolo. Da secoli è una meta di pellegrinaggi. Già dal Seicento richiama fedeli e visitatori, attratti dalla spiritualità del luogo e dal contesto naturale che lo avvolge.

La configurazione attuale risale al 1772, quando prese forma il complesso monastico articolato su più livelli. Un luogo appartato e potente. Qui il paesaggio non fa da sfondo: è parte integrante dell’identità del sito.

Oggi l’eremo è di proprietà comunale. Un elemento tutt’altro che secondario, perché affida la sua tutela alle scelte del territorio e alla capacità della comunità di mobilitare risorse e attenzione. Il complesso si inserisce inoltre in un sistema culturale e devozionale più ampio, valorizzato dall’Itinerarium Rosaliae: il cammino inaugurato nel 2015 che unisce la Quisquina a Monte Pellegrino, a Palermo.

La partecipazione locale, emersa con forza durante il censimento, ha dato peso e credibilità alla candidatura al bando. In casi come questo, la cura non nasce solo dall’urgenza di intervenire. Nasce dalla consapevolezza che quel luogo abbia ancora un significato vivo, capace di parlare al presente e di attraversare il tempo.

Un investimento che attiva nuove risorse sul territorio

I 20 progetti selezionati non si fermano ai fondi assegnati. Complessivamente attiveranno ulteriori risorse per oltre 820 mila euro grazie al coinvolgimento di più di cento soggetti tra enti locali, associazioni, scuole, parrocchie e istituzioni.

Il FAI parla di un “effetto moltiplicatore”, perché la spinta del bando si traduce spesso in collaborazioni, cofinanziamenti e nuove progettualità. È così che un intervento mirato può diventare l’inizio di una rigenerazione più ampia, culturale e sociale, capace di incidere anche sul tessuto economico dei territori.

Con questi nuovi interventi, i progetti sostenuti dal programma dal 2003 salgono a 180. Il prossimo censimento nazionale dei “Luoghi del cuore” è previsto a maggio 2026.

Foto Wikipedia

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