Santo Stefano Quisquina si trova nell’entroterra agrigentino, circondato dai Monti Sicani che lo incoronano dolcemente. Prima di assumere l’attuale denominazione, fu chiamato Santo Stefano di Melia e Santo Stefano di Bivona.

Il 10 maggio del 1863 divenne Santo Stefano Quisquina. Il nome deriva dal greco stéfanos, cioè corona, proprio perché coronato dai Monti Sicani: così si decise di consacrarlo a Santo Stefano Protomartire. Quisquina, invece, è il nome della zona boschiva che lo circonda: il termine deriva dall’arabo coschin, cioè oscurità, per via della fittezza dei boschi.

Storia

Santo Stefano Quisquina è nato come un villaggio agro-pastorale attorno alle sorgenti di Capo Favara. Prima della sua fondazione, alcuni documenti attestano l’esistenza di un casale Sancti Stephani appartenuto già al X secolo, il cui territorio al tempo dei Normanni, era di proprietà dei Sinibaldi (parenti di santa Rosalia), signori della Quisquina e del monte delle Rose.

Nel 1296 compare, come primo signore di Santo Stefano, Giovanni di Caltagirone, che visse al tempo di Federico II d’Aragona. Molte famiglie nobili governarono Santo Stefano. I Larcan, nel 1559 vendettero la baronia e gran parte dei suoi beni al Protonotaro del Regno di Sicilia Alfonso Ruiz, che fece dono della baronia alla madre Elisabetta nel 1574.

Essendo questa moglie di Carlo Ventimiglia di Belmonte, nel 1599 ogni diritto passò alla famiglia Ventimiglia. Questi dominarono a lungo, e durante il loro regno il paese ebbe uno sviluppo demografico ed edilizio. Durante il ‘700 fecero ricostruire importanti opere come il Castello Baronale e la Chiesa Madre. Nel 1812 il paese entrò a far parte del nuovo distretto di Bivona e il 4 gennaio 1863 ha assunto definitivamente il nome di S. Stefano Quisquina dopo essere stato chiamato prima S.Stefano di Melia e poi S.Stefano di Bivona.

Cosa vedere a Santo Stefano Quisquina

  • Chiesa Madre, Santuario di San Giacinto Giordano Ansalone
  • Chiesa di San Francesco di Sales o Oratorio delle cinque Piaghe
  • Chiesa del Carmine
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate o del Purgatorio
  • Collegio di Maria
  • Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina
  • Chiesa di San Calogero
  • Chiesa della Madonna della Catena
  • Castello
  • Teatro di Andromeda.

Nel giugno del 2015 è stato inaugurato l’Itinerarium Rosaliae, un sentiero lungo 160 chilometri che collega i due principali santuari di Santa Rosalia (quello della Quisquina e quello di Monte Pellegrino, a Palermo). Si tratta di un sentiero realizzato dalla forestale che ripercorre la strada che la Santa fece quando lasciò la Città di Palermo e si rifugiò nella grotta della Quisquina, attraversa numerosi paesi e riserve naturali.

Santo Stefano Quisquina è stata proclamata Città del Formaggio 2020.

Foto: Santo stefano quisquinaOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento