ISPRA, SNPA e Marevivo insieme per raccontare lo stato di salute del mare italiano (e siciliano!)
L’Italia si conferma uno dei Paesi con i litorali più puliti d’Europa, ma in questo panorama virtuoso, come si posiziona il mare della Sicilia? Secondo i dati aggiornati al 2026, elaborati in base alle analisi di monitoraggio del quadriennio 2022-2025, la risposta è decisamente positiva: il 91,7% delle acque balneabili siciliane è classificato come “eccellente”.
Questo risultato garantisce a residenti e turisti un mare di altissima qualità, anche se colloca l’Isola leggermente al di sotto della media nazionale e a metà della classifica delle regioni italiane, a pari merito con il Molise. Una particolarità importante che distingue la Sicilia dal resto del Paese riguarda le modalità di controllo: a differenza della maggior parte delle regioni, dove i rilevamenti sono a cura delle Agenzie del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), nell’Isola i prelievi e il monitoraggio delle acque vengono effettuati direttamente dalle Aziende Sanitarie Locali. Lo stesso iter viene seguito soltanto in Lombardia e nella provincia autonoma di Trento.
Per comprendere a pieno il dato siciliano, è essenziale inquadrarlo nel contesto nazionale di assoluta eccellenza, in cui ben il 94,9% delle acque marine italiane monitorate raggiunge i massimi livelli di qualità previsti dalla normativa europea. Su oltre 6.200 chilometri di coste controllate nel nostro Paese, 5.926 chilometri godono di una salute impeccabile. Guardando al resto della penisola, solo percentuali marginali rientrano in classi inferiori: il 3,3% è di qualità “buona”, l’1% “sufficiente” e appena lo 0,7% risulta di qualità “scarsa”.
A guidare la classifica nazionale spicca la Puglia, che si conferma al primo posto per il sesto anno consecutivo, seguita da Friuli-Venezia Giulia e Basilicata. Ecco la classifica delle regioni con il mare eccellente:
- Puglia: 99,9%
- Friuli-Venezia Giulia: 99,6%
- Basilicata: 99,1%
- Sardegna: 98,9%
- Toscana: 97,4%
- Marche: 96,2%
- Lazio: 94,3%
- Molise: 91,7%
- Sicilia: 91,7%
- Emilia-Romagna: 90,9%
- Campania: 90,6%
- Calabria: 90,1%
- Abruzzo: 90,0%
- Veneto: 90,0%
- Liguria: 89,0%
Questi risultati sono il frutto di un lavoro capillare che, a livello nazionale, ha visto effettuare nel solo 2025 circa 30.000 campionamenti su 5.000 punti di monitoraggio tra mare, laghi e fiumi. Le analisi si concentrano specificamente sulla ricerca di indicatori di contaminazione fecale, come Escherichia coli ed enterococchi intestinali.
Tuttavia, come hanno ricordato ISPRA, SNPA e Marevivo in occasione delle Giornate Mondiali dell’Ambiente e degli Oceani, non bisogna abbassare la guardia. La balneabilità rappresenta solamente uno degli indicatori dello stato di salute dei nostri mari. Affinché litorali meravigliosi come quelli siciliani continuino a prosperare, è fondamentale uno sforzo congiunto per tutelare l’ecosistema marino nella sua interezza, monitorando sfide strategiche e complesse come la perdita di biodiversità, lo stato degli habitat e dei fondali, l’inquinamento da microplastiche e l’impatto sempre più evidente dei cambiamenti climatici.
