Un euro. È la cifra simbolica che, sempre più spesso, può bastare per firmare un atto di compravendita e diventare in seguito proprietari di una casa in Sicilia. Adesso, alle località che hanno già creato iniziative per le case a 1 euro, si aggiunge anche Naro, in provincia di Agrigento.
Vicoli che si arrampicano su una collina, facciate barocche che sembrano sculture, chiese che si contano a decine e un centro storico che porta ancora, scolpito nella pietra dorata, il soprannome che i naresi si tramandano da secoli: “la Fulgentissima“. Dietro il prezzo simbolico, naturalmente, si nasconde una procedura precisa, fatta di obblighi, punteggi e scadenze che chi sogna una casa in Sicilia deve conoscere bene.
Naro, che il Barocco ha reso “Fulgentissima”
Arroccata su un colle che domina la campagna agrigentina, Naro è considerata da molti la capitale indiscussa del Barocco di questa provincia. Il centro storico custodisce oltre quindici chiese, monasteri, conventi e palazzi nobiliari dalle facciate riccamente decorate, insieme al Castello Chiaramontano che racconta secoli di dominazioni: normanna, sveva, chiaramontana. Le catacombe paleocristiane rimandano a un passato ancora più remoto, mentre il legame con Federico II di Svevia ha lasciato tracce profonde nell’identità della città.
Naro è anche terra di volti noti: qui è nato Piero Barone, una delle voci del trio Il Volo, e le sue architetture sono state più volte scelte come set cinematografico. Non manca la comodità della posizione: la Valle dei Templi, patrimonio UNESCO, è a circa mezz’ora d’auto, la Scala dei Turchi a poco più di quaranta minuti, e le spiagge della costa meridionale sono raggiungibili in meno di un’ora.
Il progetto “Case a 1 euro”: cosa prevede davvero il regolamento
Il nuovo regolamento, approvato dal Consiglio Comunale, si fonda sull’articolo 3-bis del Decreto Legge 351/2001 (convertito con la Legge 410/2001), la norma che disciplina la valorizzazione del patrimonio pubblico. Il Comune di Naro chiarisce fin da subito la natura giuridica dell’operazione: non si tratta di un appalto di lavori pubblici, ma di una procedura di alienazione del patrimonio disponibile, finalizzata al recupero del tessuto urbano e al contrasto dello spopolamento.
Oggetto della cessione sono immobili di proprietà comunale o privata, situati prevalentemente nel centro storico e in stato di degrado o abbandono. Anche i proprietari di case naresi possono aderire spontaneamente, cedendo gratuitamente il proprio immobile per farlo entrare nell’elenco delle “case a 1 euro“, attraverso una manifestazione di interesse e la sottoscrizione di un atto unilaterale d’obbligo.
Chi può partecipare e cosa si impegna a fare chi acquista
Al progetto possono partecipare persone fisiche maggiorenni, italiane o straniere, persone giuridiche come società, associazioni e fondazioni, enti pubblici e privati anche non residenti in Italia, oltre a gruppi o cooperative costituiti per finalità di recupero edilizio e valorizzazione turistica o culturale. È ammessa anche la partecipazione in forma associata o tramite raggruppamenti temporanei.
Chi si aggiudica un immobile, però, firma un impegno tutt’altro che simbolico. Entro 12 mesi dalla stipula dell’atto di compravendita deve presentare all’Ufficio Tecnico Comunale un progetto di ristrutturazione o restauro conforme alle normative edilizie, urbanistiche e di tutela dei beni culturali. I lavori vanno avviati entro 12 mesi dall’approvazione del progetto e conclusi entro 36 mesi dalla stipula dell’atto, salvo una proroga motivata (concedibile una sola volta, per non più di 12 mesi).
È richiesta una cauzione di 5.000 euro, . A questo si aggiungono le spese notarili, di registrazione, voltura e trasferimento dell’immobile, oltre a un vincolo non banale: l’obbligo di non alienare la casa per almeno cinque anni dalla conclusione dei lavori. Chi non rispetta questi impegni decade dai benefici del progetto e perde la cauzione.
Come funziona la selezione: la tabella dei punteggi
Il Comune pubblica periodicamente due avvisi distinti: l’Avviso “A”, rivolto ai proprietari privati che vogliono conferire il proprio immobile nel progetto, e l’Avviso “B”, il bando per l’assegnazione rivolto a chi vuole acquistare. Per ogni immobile l’Ufficio Tecnico predispone una scheda identificativa con dati catastali, planimetrie, rilievi fotografici e indicazione di eventuali vincoli storici o architettonici. Chi presenta domanda deve allegare una relazione tecnico-illustrativa con la proposta progettuale, un cronoprogramma dei lavori e una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
A valutare le proposte è una Commissione Tecnica Comunale, che assegna punteggi su un totale massimo di 110 punti secondo criteri molto precisi. Al termine dell’istruttoria viene pubblicata una graduatoria provvisoria, aperta alle osservazioni per 15 giorni, prima di diventare definitiva e portare all’assegnazione formale degli immobili.
Il portale digitale e gli incentivi per chi sceglie Naro
A supporto dell’iniziativa il Comune ha lanciato il portale case1euronaro.it, una piattaforma multilingue dove è possibile trovare tutti i documenti necessari, con due percorsi distinti: “Vendo a 1 Euro” per i proprietari che vogliono cedere un immobile, e “Compro a 1 Euro” per chi è interessato all’acquisto, con la possibilità di consultare ogni casa attraverso una scheda dedicata, fotografie, caratteristiche tecniche e codice identificativo.
Dietro il fascino di un titolo di proprietà pagato un euro, Naro propone un patto chiaro: mettere a disposizione le proprie case abbandonate in cambio di un impegno serio a farle rivivere. Per chi ama la Sicilia più vera, quella fatta di pietra dorata, campanili barocchi e storie secolari, potrebbe essere l’occasione per scrivere un capitolo nuovo in uno dei borghi più affascinanti dell’Agrigentino. Per tutte le informazioni e i dettagli, vi invitiamo a consultare la documentazione ufficiale.
